Vai al contenuto

Dietro alle parole del Presidente della Repubblica

Garante della Costituzione o garante del presunto interesse della collettività ?

“Non si invochi la Libertà per sottrarsi alla vaccinazione, perché è quell’invocazione che vale alla richiesta di licenza di mettere a rischio la salute altrui e, in qualche in caso, di mettere in pericolo la vita altrui. Chi pretende di non vaccinarsi, naturalmente con le eccezioni di coloro che non possono farlo per motivi di salute, ma chi pretende di non vaccinarsi e comunque di svolgere vita normale, frequentando luoghi condivisi, di lavoro, di intrattenimento, di svago, in realtà, costringe tutti gli altri a limitare la propria libertà, a rinunziare a prospettive di normalità di vita, a quella che poc’anzi la ministra Messa chiamava, la possibilità di impadronirsi, di recuperare in pieno luoghi, modi, tempi di vita. Ma io vorrei pensare soprattutto alla stragrande parte dei nostri concittadini, che invece ha un grande senso di responsabilità, hanno optato per scelte e comportamenti responsabili appunto. Ma non posso non dire una parola sui fenomeni, sull’espressione di violenza, di minacce, che affiorano in questo periodo, contro medici, contro scienziati, contro giornalisti, contro persone delle istituzioni, sono fenomeni allarmanti e gravi, che vanno contrastati con fermezza. La violenza, la minaccia di violenza va anche contrastata (lapsus), sanzionata con doveroso rigore”.

Con queste parole, il 12° Presidente della Repubblica Italiana, ospite d’onore della cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico 2021/2022 dell’Università degli Studi di Pavia, classifica coloro che liberamente scelgono di non avvalersi della vaccinazione contro il Sars-Cov-2, come attentatori alla libertà dei cittadini e li paragona, de facto, a dei criminali, e della peggior specie.

Doveroso è ribadire il più assoluto rispetto della figura istituzionale del Presidente della Repubblica da parte dell’autore di questo trattatello, nonché di tutti coloro che aderiscono al movimento “Studenti contro il Green Pass”. Ciò non significa, a nostro avviso, che non sia possibile al libero cittadino esprimere il suo ragionato e rispettoso dissenso, motore, ormai spento, su cui dovrebbe basarsi la democrazia come noi la intendiamo.

Le parole pronunziate dal Presidente, Sergio Mattarella, sconvolgono profondamente nell’animo colui che scrive questo testo non meno degli altri Italiani che odono queste parole, non per il contenuto in sé, ripetuto ormai come una cantilena da quando il trattamento farmacologico (e.g. “vaccinazione”) è stato esteso alla popolazione generale, ma per la figura da cui provengono: il Garante della Costituzione.

Desideriamo ricordare, innanzitutto, ciò che lo stesso Presidente proferì pubblicamente in data 25 aprile 2019:

“La Storia insegna che quando i popoli barattano la propria libertà in cambio di promesse di ordine e di tutela, gli avvenimenti prendono sempre una piega tragica e distruttiva”.

Sorge quindi il dubbio: la memoria di Sergio Mattarella, per motivi riconducibili alla veneranda età o patologie neurodegenerative, inizia a non essere più salda ? Oppure Costui non parla in buona fede ? Innocentemente, si può cercare di rispondervi che ci troviamo in una situazione emergenziale e senza precedenti, ma questo, oltre a non prefigurare in ogni caso il presupposto per tali limitazioni protratte delle libertà individuali, non trova riscontro nei fatti, in quanto ci troviamo nella linea di fuoco fra un virus che non causa un aumento significativo della mortalità rispetto ai ceppi influenzali che endemicamente si trasmettono all’interno delle varie popolazioni ogni anno, e un vaccino che non copre dal contagio e che, in determinati casi, peggiora lo stato di salute del paziente. L’inversione del pensiero del Presidente dovrebbe spaventare tutti coloro che odono quelle parole, perché Costui ufficializza la limitazione delle libertà costituzionali in virtù di un’emergenza causata da un nemico alieno e invisibile, e i riferimenti all’anno 1938 non sono per nulla casuali.

Nel successivo periodo, il Capo di Stato, che è stato Egli stesso Giudice della Corte Costituzionale, oltre a dimenticarsi le sentenze n. 37/1990 e n. 5/2018, che dichiarano chiaramente come il diritto alla salute dell’individuo non sia cedevole rispetto all’interesse della collettività, e oltre a dimenticarsi, fra gli esempi di attività sociali indispensabili per l’individuo lo studio, malgrado si trovi all’inaugurazione dell’A.A. dell’Ateneo Pavese, rende ufficiale il nuovo contratto sociale: “Sottoponetevi al ciclo vaccinale (tale procedura viene emendata arbitrariamente) e vi ridaremo le libertà che pensavate vostre fino alla data 08/03/2020”. Magari saremo noi a ragionare in malafede questa volta, ma tale paradigma ricorda tanto quello espresso nella pellicola “The Wolf of Wall Street”, in cui Di Caprio interpreta l’abile venditore Jordan Belfort: Per vendere un prodotto, bisogna prima crearne il bisogno. Naturalmente, in questo caso, all’acquirente non è data alcuna garanzia contrattuale e perciò tale accordo si prefigura come un vero e proprio atto di fede. Non solo, il venditore si dimostra disposto all’attuazione di qualsiasi misura, di carattere persuasivo o coercitivo, perché l’acquirente sia incentivato alla sottoscrizione di tale accordo, con quest’ultimo costretto ad assumersi tutte le responsabilità del caso.

Questo era solo il riscaldamento:

“Ma io vorrei pensare soprattutto alla stragrande parte dei nostri concittadini, che invece ha un grande senso di responsabilità, hanno optato per scelte e comportamenti responsabili appunto”.

Signore e Signori, l’Articolo 3 della Costituzione Italiana è volato fuori dalla finestra, e a defenestrarlo è stata la persona preposta alla sua Garanzia. Tale è il senso del sottotitolo, cari lettori.

E infine giungiamo a ciò che più tocca noi studenti delle Sue parole: il Presidente, per concludere, dichiara coloro che si oppongono alla misura politica, camuffata per necessità sanitaria, come violenti da perseguire severamente. Sarà noto a tutti l’evento del gazebo, tanto pubblicizzato dagli organi di stampa “mainstream”, ma non sarà certo noto cosa accadeva in Pavia mentre il Capo di Stato parlava:

Dalla mattina erano presenti, in Piazza Leonardo Da Vinci, due studenti, ad attendere l’inizio della cerimonia, per poter far vedere, in maniera posata, la propria presenza di studenti che non si avvalgono della certificazione verde. Non è ovviamente tardata l’identificazione dei due studenti da parte della DIGOS, seguita dal ricordare che l’accesso a quella zona sarebbe stato interdetto dal pomeriggio e un caloroso invito a riflettere. Nel pomeriggio, quegli stessi studenti, assieme ad una rappresentanza di studenti pavesi che aderiscono al movimento, si sono recati davanti al cordone delle Forze dell’Ordine a richiedere di poter parlare con gli stessi ispettori che li avevano identificati, al fine di ribadire in maniera cristallina la posizione assolutamente pacifica, non violenta e diametralmente opposta all’illegalità di tale movimento, venendo infine ringraziati per la collaborazione.

Non rimane che chiudere con la domanda che si leva spontanea dai nostri cuori e che rivolgiamo direttamente al Presidente della Repubblica Italiana:

“Vi sembriamo forse i criminali e violenti di cui Voi stessi avete parlato ? Siamo davvero meritevoli della lapidazione pubblica che ogni giorno viene perpetrata a nostro danno da parte dei media, della società intera e delle stesse Istituzioni ?”

Ai posteri l’ardua sentenza

Alvise Donatini

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.