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Comunicato Ufficiale – Studenti Contro il Green Pass


In seguito all’appello sottoscritto da più di 500 docenti universitari contro la natura discriminatoria del Green Pass, noi Studenti Contro il Green Pass, vorremmo dichiarare la nostra solidarietà a tutti i docenti ingiustamente condannati dai mass-media a subire denigrazioni o ridicolizzazioni pubbliche.

Vorremmo ribadire quanto il nostro movimento studentesco sia imparziale nei confronti di schieramenti politici di partito ed etichettature quali NoVax, SiVax, ProVax, NoMask e simili.

Il nostro è quindi un movimento fluido e immune alle strumentalizzazioni, composto da persone (gli studenti) totalmente differenti tra loro in termini di opinioni e ideologie, accomunati semplicemente dalla volontà di far rispettare uno dei diritti più importanti: il diritto allo studio.

Ogni individuo deve possedere pari diritto di scelta in ambito di salute, rimandando ogni decisione al proprio giudizio:
La salute della collettività è conseguenziale a quella del singolo individuo.

Il nostro intento è quello di aprire un dibattito nelle Università, un luogo che fa del dialogo il suo principale fondamento, e non dare corda a una guerra mediatica tra docenti e rettori.

Per questo, noi studenti intendiamo prendere le difese di tutti quei docenti che, “colpevoli” di aver espresso il loro dissenso nei confronti di una misura discriminatoria (come il Green Pass in ambito universitario) e di aver sostenuto le opinioni dei propri allievi, sono stati vittime di una narrazione mediatica aberrante e bersaglio di insulti e minacce e beffe da parte dei loro colleghi, dei loro superiori e dei giornalisti solo per aver cercato di garantire un libero accesso allo studio nelle università.

Non condividiamo soprattutto le pesanti critiche e offese rivolte al professor Alessandro Barbero da parte di alcuni colleghi e giornalisti in merito alle sue posizioni; tra l’altro, riassumibili semplicemente come un appello alla coerenza e alla responsabilità da parte del Governo nei confronti dei propri cittadini.

Ribadiamo che l’obiettivo comune sia quello di creare un dialogo costruttivo e aperto al confronto, non intendiamo fomentare la discriminazione tra docenti e/o studenti.

L’università dovrebbe essere il luogo in cui i docenti, in qualità di educatori, hanno il diritto e il dovere di ascoltare i propri studenti e quindi anche la voce delle minoranze eventualmente presenti nelle comunità universitarie.

L’Università, se intesa come tale, dovrebbe essere il luogo promotore della ricerca, nel quale ogni opinione viene a collidere per poter plasmare un racconto della realtà quanto più oggettivo e verosimile possibile:
Ogni ragionamento viene messo in discussione e quindi rielaborato, come nel metodo scientifico: nulla viene dato per scontato.
L’Università dovrebbe essere, quindi, il luogo nel quale si dovrebbero affrontare i dubbi, invece di metterli a tacere.

Il dubbio è alla base di una società sana e pensante, perciò è sempre legittimo:
Ci hanno insegnato da sempre ad essere curiosi e a porci delle domande nei confronti della realtà che ci circonda, quindi terremo fede a quei preziosi insegnamenti.
L’adesione fideistica a un dogma, infatti, è propria della religione, non del metodo scientifico che si fonda sul costante confronto di prove sperimentali

In conclusione, reputiamo ingiusto ricorrere a minacce di sospensione o addirittura licenziamento da parte di alcuni rettori nei confronti di taluni professori:
Ciò che non va dimenticato è che i professori sono comunque delle persone e, in quanto tali, vanno rispettate in ogni caso.