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Piemonte, continuano gli episodi di discriminazione legati al possesso del Green Pass: ora anche UPO

Di Alessio Bellini

A pochi giorni dall’evento shock che ha visto un docente di sociologia dell’Università di Torino promettere tre punti bonus sulla votazione dell’esame a chi avesse presentato il Green Pass, si sono succeduti una triste serie di eventi legati al certificato verde.

Il più bizzarro di essi è avvenuto, stavolta, all’Università del Piemonte Orientale, dove una docente, alla richiesta di confronto sul tema Green Pass da parte di una delegazione di studenti, ha risposto con una sgarbata mail, concludendo con: “Che chi si vaccina può essere contagioso è una delle tante bufale che girano sul web”. Ora, tale affermazione ha veramente dell’incredibile, in quanto andrebbe direttamente a confutare quanto dichiarato da Anthony Fauci, uno tra i più grandi immunologi al mondo, presidente dell‘Istituto Nazionale americano per le Allergie e le Malattie Infettive, e contraddistinto da un H Index di ben 221 punti, secondo cui: “Appare ormai evidente che le persone vaccinate possono trasmettere l’infezione ad altri” e inoltre “con la stessa carica virale di chi non è stato vaccinato”. Il riferimento verrà riportata in calce all’articolo. Grazie alla rivoluzionaria scoperta della suddetta docente, è facilmente intuibile che misure come mascherine, sanificazione delle mani e degli ambienti, e capienza ridotta delle aule, sono totalmente inutili, e che quindi, grazie al Green Pass, sarà possibile tornare in aula in condizioni normali. Grazie, professoressa.

Un po’ meno comico, invece, l’episodio accaduto a una studentessa di Giurisprudenza, la quale ha rivolto un messaggio di posta elettronica a una propria docente per domandarle se fosse possibile sostenere un esame a distanza. In seguito a quasi due settimane senza risposta, la studentessa ha sollecitato la risposta: in questo caso, la professoressa le ha comunicato che la prova si sarebbe svolta interamente in presenza. La ragazza in questione, non essendosi sottoposta al vaccino, sarebbe dunque costretta a sostenere il costo di un tampone soltanto per ottenere il diritto (o meglio, il privilegio) di accedere a un esame. Mettiamo, poi, il caso che tale studentessa decida di sottoporsi al tampone e scopra di essere positiva al Sars-Cov-2: perderebbe, dunque, ogni possibilità di accesso all’esame?

Lo scorso 3 settembre, sempre all’Università di Torino, una giovane, non vaccinata, si è recata ai test d’ingresso per il Corso di Laurea in Medicina, munita di un Green Pass; quest’ultimo era in suo possesso in ragione di un tampone a cui si era sottoposta il Primo di settembre, alle ore 10 e 15. Dopo oltre un’ora di coda, la candidata è riuscita a raggiungere il luogo di controllo alle ore 10.20, dove è stata rifiutata. In quanto il suo tampone era scaduto da cinque minuti. La ragazza, allora, ha domandato di mettere a verbale l’accaduto e ha minacciato di chiamare i Carabinieri. Soltanto dopo una lunga discussione con la commissione medica, la ragazza ha ottenuto che i controllori riesaminassero la Circolare; e a buona ragione, in quanto quest’ultima affermava che sarebbero stati considerati validi tutti i tamponi effettuati nei giorni dell’1 e del 2 settembre.

A poco più di una settimana dall’entrata in vigore del certificato verde, sono sempre più i casi di discriminazione che si verificano nei confronti di chi non ha effettuato la vaccinazione, nelle Università piemontesi e della altre Regioni: il luogo della scienza e della cultura per eccellenza si sta trasformando in un vile strumento dell’establishment, governato da disinformazione e dal pensiero unico, invece che dall’informazione e dal dibattito. L’augurio è che rettori, docenti e studenti aprano gli occhi su questa realtà, e decidano di riavvolgere questo triste processo.

Fonti: https://globalnews.ca/news/8079311/covid-test-fully-vaccinated-fauci-delta-variant/amp/?fbclid=IwAR1bqao_1IvNcJteSJjhFHW1RT_T-lSvdFgM34WX3qbsyJpb9KWFJkOZuCk

1 commento su “Piemonte, continuano gli episodi di discriminazione legati al possesso del Green Pass: ora anche UPO”

  1. Anche mio figlio ha chiesto al prof di economia di poter fare l’esame a distanza.
    La risposta è stata celere ma tre giorni prima dell’esame è arrivata la comunicazione che invece di sostenere l’esame con un tempo di un’ora e mezza, solo di 30 minuti

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