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La Scienza non è un atto di Fede

Sit-in autorizzato davanti all’Aula del Quattrocento dell’Università di Pavia

Pensieri di una scienziata

Cari studenti,

ho partecipato stamattina al vostro sit-in e devo farvi i
complimenti, siete stati bravi! Purtroppo sia voi studenti che noi
docenti siamo, almeno per ora, troppo pochi. Una maggiore adesione e
partecipazione darebbe maggiore visibilità. Il fatto che siamo in
pochi non vuol dire che abbiamo torto, io sono convintissima che
abbiamo ragione noi, ma ovviamente in questa situazione è più
difficile trovare ascolto. Casomai dovremmo domandarci perché ci sia
così poca sensibilità sulla questione. Probabilmente anche questo è un
segno del degrado del paese… e anche per questo vi dico: bravi, per
fortuna ci siete, per fortuna c’è qualche giovane che può dare una
speranza per il futuro.

Ero venuta pensando che avrei potuto dire qualcosa, ma avete detto
tutto voi, con i vostri interventi, con le lettere inviate dai docenti
che avete letto. Avrei solo ripetuto cose già dette e, visto anche che
non mi piace molto parlare in pubblico, mi sono astenuta
dall’intervenire.

Aggiungo solo qualche commento che mi è venuto in mente dopo l’incontro.

Il comportamento del Rettore, che non ha nemmeno risposto alla vostra
lettera, è davvero inqualificabile (e squalificante). Ritengo che il
rettore avrebbe il dovere di rispondere e di dare udienza a qualunque
dipendente o studente della sua università che chieda udienza e
attenzione. La vostra lettera meritava rispetto e attenzione. Forse
era troppo lunga, ben scritta e ben argomentata ma troppo lunga per
essere letta con attenzione da qualcuno a cui non interessava granché.
Una lettera più breve avrebbe avuto maggiori probabilità di essere
letta. Però questo è un dettaglio, il rettore avrebbe dovuto
rispondere comunque. Un comportamento, il suo, irrispettoso e
arrogante. Mancando di rispetto a voi ha mancato di rispetto a se
stesso e all’istituzione che rappresenta. Ma evidentemente il senso
del rispetto e la buona educazione non fanno parte del suo bagaglio
culturale.

Qualcuno ha evocato i 12 docenti universitari che rifiutarono di
giurare fedeltà al fascismo e per questo furono cacciati dalle
università. Il momento storico era indubbiamente diverso, ma
presentava anche delle analogie con quello odierno. A quei 12 dobbiamo
tutti eterna gratitudine perché salvarono l’onore dell’università
italiana in un momento particolarmente buio della storia del nostro
paese. Anche oggi ci troviamo purtroppo in un momento piuttosto buio.
Si dice: allora furono solo 12… e anche oggi, fatte le proporzioni,
più o meno siamo li.
Ritengo però probabile che non tutti quelli che giurarono fossero
fascisti, così come oggi, probabilmente, a molti che apparentemente lo
accettano senza storie il green pass possa non piacere. Le motivazione
di una scelta possono essere di vario tipo, ma dobbiamo anche tener
presente che, allora come oggi, i docenti e in generale tutti i
lavoratori (anche il green pass, come l’adesione al fascismo, si vuole
richiedere a tutti i lavoratori) subirono e subiscono un ricatto
odioso da parte del governo: o obbedisci o perdi lavoro e stipendio.
Adesso si parla di sospensione, non proprio di licenziamento, ma
comunque si minaccia di togliere lo stipendio. E’ una scelta
difficile, lo stipendio per lo più ti serve per vivere, per mantenerti,
per mantenere te e chi da te dipende, la famiglia, i figli. O
obbedisci o i tuoi figli patiranno la fame. Che altro è questo se non
un odioso ricatto? E i ricatti non li fanno le persone per bene, ma i
malavitosi, i delinquenti. Posso capire, posso giustificare chi non se
la sente di fare la scelta eroica di morire di fame e di far morire di
fame persone a cui vuol bene e verso cui ha delle responsabilità. Non
posso invece giustificare in alcun modo il ricattatore. Cosa si può
pensare di un governo che ricatta i cittadini?
Sono molto preoccupata per lo stato di salute della democrazia nel
nostro paese, che non mi sembra buono.

Mi è piaciuto in particolare uno dei vostri slogan: la Scienza non è
un atto di Fede
. E’ un argomento che, in quanto fisica teorica e
quindi potrei dire ‘scienziata‘, mi sta a cuore.
In questo periodo si è spesso sentito parlare di scienza in modo molto
autoritario e, a mio giudizio, antiscientifico: devi credere nella
scienza, io credo nella scienza, se non pensi così non credi nella
scienza, o più esplicitamente: sei un semianalfabeta terrapiattista.
Non so granché di medicina, ma di scienza in generale qualcosa so, è
il mio mestiere. Ritengo che non abbia molto senso dire: credo nella
scienza così come si dice: credo in Dio. Credere richiede un atto di
fede. Il verbo credere si applica più alla fede che alla scienza. La
scienza non è la fede e nemmeno una fede. Se lo fosse credo che
saremmo rimasti a un livello di conoscenza davvero da terrapiattisti.
La fede pretende di dare, di essere la verità. La scienza non è la
verità, ma piuttosto la ricerca della verità, la strada che viene
percorsa alla ricerca della verità, di una verità a cui tendere ma che
forse completamente non raggiungeremo mai, perché a ogni passo in
avanti che viene fatto ne segue un altro e un altro ancora, cercando
di andare avanti, di andare ogni volta più a fondo a capire meglio o
alla ricerca di qualcosa di nuovo. Non ti accontenti di quella che ti
viene presentata come verità, vuoi capire meglio e in questa ricerca
si possono aprire delle prospettive nuove che mandano in crisi quella
che si riteneva fosse la verità. Questo cammino spesso tortuoso è la
scienza. Esattamente il contrario di come oggi si vuole presentare. E’
il dubbio più che la certezza, la ricerca di una risposta, la ricerca
della verità, non è la verità.
Il nostro compito come docenti dovrebbe essere quello di prepararvi ad
affrontare questo cammino.
Credo che il nostro compito non sia quello di riempirvi la testa di
nozioni o di verità precostituite da imparare ed accettare
acriticamente, non di riempirvela la testa ma di aprirvela, perché
possiate poi voi metterci dentro tutto quello che coglierete sul
vostro cammino, di aiutarvi a sviluppare un pensiero critico, a farvi
delle domande, anche su quello che vi viene insegnato, a cercare delle
risposte, ad affrontare problemi nuovi e cercare di risolverli, a
pensare in maniera libera, autonoma, indipendente. Libertà, apertura
contro la chiusura anche culturale che si vuole imporre in questi
tempi bui.
Per questo l’Università dovrebbe essere libera, inclusiva, aperta al
mondo, alla conoscenza, al dialogo, al confronto. Con il green pass si
vuole trasformare l’Università in una caserma e si vuole che voi
studenti e noi docenti ci comportiamo come soldatini obbedienti.
Questa sarebbe la morte dell’Università. Contro questo dobbiamo
batterci.

Questa parte sulla scienza avevo anche pensato di dirla oggi dopo aver
sentito il vostro slogan, ma avrei dovuto improvvisarla sul momento e
ho pensato di astenermi.

Siamo in pochi ma credo che andare avanti contro il green pass sia
questo sì “un dovere morale e civico” (parole di Mattarella a
proposito del vaccino). Non escludo che andando avanti qualcosa cambi
nella situazione, perché di criticità ce ne sono tante, in particolare
bisogna vedere cosa succederà a fine anno quando scade lo stato di
emergenza. C’è anche chi dice che già entro ottobre potrebbe cambiare
qualcosa. Vedremo.

Cordialmente,
Carlotta Giusti

Professore Associato del Dipartimento di Fisica dell’Università degli Studi di Pavia

Docente di Fisica Nucleare I e Introduzione alla Fisica Nucleare

5 commenti su “La Scienza non è un atto di Fede”

  1. Condivido pienamente,siamo arrivati quasi alla frutta.
    Una società così cattiva ancora non l avevo vista..
    Ma sono convinta che non tutto il male viene per nuocere.
    Un abbraccio e coraggio.
    Sabina

  2. Siamo schiacciati da una dittatura violenta e questo chiarisce che il vaccino non e’ per il nostro bene. E se non e’ per il bene e’ per il male..se sono disposti a farci morire di fame allora vuole dire che farci morire (di vaccino )e’ quello perseguono.
    Io dico: se devo morire, allora decidero’ io come. Combattendo per salvare i miei figli, ad esempio..
    Che aspettano le forze armate a deporre i loro comandanti e ad arrestare tutti sti criminali???
    Hanno giurato fede al popolo e non ai massoni!
    Le nostre gesta riecheggeranno per l’eternita’, coraggio fratelli!

  3. In realtà’ la scienza non e’ una collezione di verità’. E’ una continua esplorazione di misteri. Ovunque esploriamo il mondo intorno a noi, troviamo misteri. Il nostro pianeta e’ coperto da continenti e oceani di cui non sappiamo spiegare l’origine. La nostra atmosfera e’ continuamente agitata da perturbazioni che chiamiamo tempo e clima e capiamo poco. La materia visibile dell’universo e’ superata di molto quantativamente da una materia oscura invisibile che non capiamo affatto. L’origine della vita e’ un mistero totale, come l’esistenza della coscienza umana. Non abbiamo una idea chiara di come le scariche elettriche che hanno luogo nelle cellule nervose del nostro cervello siano connesse con i nostri sentimenti , desideri e atti ….La scienza e’ la somma totale di una gran moltitudine di misteri. E’ una discussione senza fine fra una gran moltitudine di voci. DYSON FREEMAN How We Know . (fisico teoretico).

  4. “Spes ultima dea”.
    Il Caso Paolo Ferraro, la Grandediscovery e gli accadimenti durante la presa di potere della cordata deviata romana. UDIENZE CONCLUSIVE dinanzi al Consiglio di Stato del 18/11/2021 sulla coattiva aspettativa del 2011 e sulla dispensa definitiva del 2012. PAOLO FERRARO https://www.paoloferraro.it/F/K/TAR_CDS/IL%20CASO%20PAOLO%20FERRARO%20%20%20PORTATO%20AL%20TAR%20ED%20AL%20%20CONSIGLIO%20DI%20STATO.html?fbclid=IwAR2Z7iHKk6bOvgjmMZUKwYoqMmLusffyCwiHy2xYxHID7INrgvZibZzFCCU

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