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Comunicato Gruppo di Pisa – Sciopero dell’11 Ottobre

Studenti Contro il Green Pass – Pisa, comunica quanto segue:


Domani, come Movimento Studenti contro il green pass aderiremo allo sciopero generale e alle due piazze chiamate dai sindacati di base per la mattinata in Piazza Mazzini e in Piazza dei Miracoli a Pisa. Aderiremo portando la specificità della nostra opposizione al green pass e la specificità del mondo universitario di cui facciamo parte.
Dal momento in cui è cominciato il nuovo anno accademico, noi studenti abbiamo subito uno stravolgimento della vita universitaria dettato dall’introduzione del Decreto Legge n. 111 del 6 agosto 2021.
Dal 1° settembre, attività in presenza che reputavamo quotidianità, sono state negate a coloro che non possono o non vogliono entrare in possesso della certificazione verde. Questo fatto, come abbiamo già sottolineato in una lettera inviata al Rettore a cui non abbiamo ad oggi ricevuto risposta, crea discriminazioni non indifferenti tra gli studenti. Proporci la didattica a distanza come risolutiva della discriminazione che subiamo è disonesto. La didattica a distanza, come abbiamo provato per più di un anno sulla nostra pelle, non può e non deve sostituire quella in presenza. L’istruzione che deriva dalla DAD risulta al pari di un’ombra rispetto all’educazione fornita dalle lezioni in presenza.
Inoltre, le lezioni da sole non fanno l’università. L’università è composta anche da attività che fungono da cornice al semplice insegnamento frontale; attività che dal primo di settembre sono state negate agli studenti non in possesso del green pass. Azioni scontate quali l’andare a mensa, in biblioteca o partecipare ad esercitazioni in questi tempi non risultano più autorizzate. Le norme vigenti ci hanno sottoposto alla negazione del diritto alla cultura e all’istruzione, derubandoci di spazi culturali quali le biblioteche, i musei e i concerti che sono anch’essi parte integrante della formazione di un individuo.
In aggiunta, i provvedimenti governativi applicati si inseriscono in un clima sociale di odio, aggressività e tensione. Gli studenti che non aderiscono alle norme sono considerati “untori” potenzialmente pericolosi ed individui egoisti.
Quello che stiamo subendo quali individui appartenenti alla categoria studentesca, dal 15 ottobre si estenderà anche ai lavoratori di ogni campo. Il nuovo Decreto Legge pone limitazioni che si aggiungono alle già grandi difficoltà riscontrate durante il periodo pandemico. Le chiusure forzate delle attività, le sospensioni dal lavoro causa Covid e la recente ripresa dei licenziamenti hanno messo in ginocchio milioni di cittadini che ora sono costretti a sottostare ad un ignobile ricatto per continuare a lavorare.
Quali cittadini italiani abbiamo visto sottrarci diritti costituzionali fondamentali in seguito all’introduzione di norme che inseriscono strumenti di natura prettamente politica mascherati da misure sanitarie. Da ormai troppo tempo il governo agisce in nome della tutela della salute pubblica dimenticandosi che, oltre al benessere fisico comunque non assicurato, deve garantire anche quello sociale, mentale e spirituale.
Per riconquistare i nostri diritti, per combattere qualsiasi tipo di discriminazione e per difendere la nostra libertà di scelta, noi studenti saremo quindi in piazza a manifestare.