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Natale in Positivo



Con l’arrivo delle feste il governo ha involontariamente, o sarebbe più corretto dire inevitabilmente, scoperto definitivamente il vaso di pandora.


A venir meno sono improvvisamente una serie di “dogmi”, propagandati a reti unificate, che dovevano cristallizzare definitivamente il binomio tra gestione pandemica e la sua risoluzione tramite le vaccinazioni, presentate come unica e definitiva via di uscita. “Su di noi, nemmeno una nuvola” insomma.

Lasciando stare le recenti evidenze e notizie provenienti dallo scenario internazionale su come continuare a puntare solo sulle vaccinazioni sarebbe inutile se non addirittura dannoso; quello che risulta palese è un aspetto tipico dell’approccio occidentale e neoliberista alle problematiche di salute pubblica, ossia andare ad agire sui sintomi senza andare a lavorare sulle cause.

Perché rendiamocene conto, questa gestione pandemica non è poi così scapestrata, è semplicemente una gestione pandemica con chiari lineamenti tipici di un sistema che ha strutturalmente indebolito per trent’anni la sanità pubblica e ora, cerca di mettere (e anche male), delle pezze.

E così, l’invito (anche) ai vaccinati di sottoporsi ai tamponi per “salvare il natale”, ci fa scoprire come in realtà di salvare il passato, l’attuale, e ci auguriamo non il prossimo natale, al governo non è mai davvero interessato nulla. Perché se al governo fosse interessato farci passare in tranquillità questo periodo, in una gestione pandemica che non sia fantascientifica, sarebbero stati istituiti diversi punti nelle città di tutta Italia dove effettuare rapidamente dei tamponi. Invece no, è stato preferito lasciare tutto in mano alle farmacie, ai laboratori privati (che ringraziano) e ai pochi hub pre-esistenti. I risultati e le assurdità di queste scelte sono visibili a tutti grazie a telegiornali e articoli di giornale riportanti la folle situazione lungo le vie delle nostre città. Ma perché donare tranquillità quando si può continuare a governare con la paura?

L’aumento dei tamponi ha fatto inoltre scoprire come il tasso di positività sia in realtà molto più elevato di quello che viene presentato. “Eh, ma il vaccino non protegge dal contagio ma dalla malattia grave” : va bene, ma ricordiamoci che non è quello che è stato detto più e più volte. Il vaccino era la soluzione, la nostra garanzia di sicurezza, per sé stessi e per gli altri… ripetendo, la nostra “unica via di uscita”.

A quanto pare giunge notizia come dagli US stiano per essere inviati 500 milioni di tamponi gratuiti a casa di tutti i cittadini… gli US, non di certo un paese con un sistema sanitario verso cui guardare con ammirazione o spirito di emulazione. Questo denota che al di là di questa volontà collettiva di giustificare “l’impossibile”, rimanendo inermi, tutto è realizzabile, basta che ci sia la volontà politica. Nel mentre, una misura che si presume di salute pubblica, continua a venir esternalizzata, andando a pesare sui singoli cittadini.

 Molti di questi, non dimentichiamolo, da mesi soggetti a una discriminazione che oggi finalmente si rivela agl’ occhi di tutti come totalmente ingiustificata; ma la “scienza”, che tanto piace, ce lo dice da mesi.

Cosa rimane? Rimane un’altra fetta di popolazione, imbevuta di una narrazione estremamente tossica, che allineandosi con le narrazioni governative, ha deciso di fare la guerra ai no-vax, o presunti tali, e non al virus.

Cosa hanno in comune queste due parti di popolazione? Dinamiche e qualità della vita in completo declino e totalmente asservite a decisioni che sono definibili in molti modi, ma sicuramente, non basate su evidenze scientifiche.

Cosa ci perdiamo tutti? La possibilità di rivendicare collettivamente il nostro diritto alla salute (quella vera, non quella fatta di ricatti e vaccini di dubbia utilità ed efficacia), chiedendo a gran voce di superare una volta e per tutte il paradigma imperante degli ultimi trent’anni, che ha indebolito e distrutto i nostri sistemi sanitari.

Cosa ci guadagneremmo? La possibilità di alzare lo sguardo e non vedere mai più la gestione di una pandemia trasformarsi in un incubo, che a oggi, sembra ancora senza fine.

3 commenti su “Natale in Positivo”

  1. Chi ha occhi per vedere ha già visto. Lo scenario è chiaro. Informare innmodo chiaro e puntuale è importante ed è stata la fase 1. Manca un coordinamento che indichi ai “risvegliati” una serie di azioni da intraprendere. Senza di questo faremo molta fatica a realizzare una opposizione forte. Lavoriamo tutti anche in questo senso, in gruppi sicuri da fughe di notizie, passiamo alla fase 2.

  2. Bravo Tommaso ai colto nel segno. La nostra sanità negli ultimi 30 anni è stata massacrata e questi sono i risultati
    I due governi che si sono approcciati al COVID hanno cercato di mettere delle pezze ad un sistema che fa acqua da tutte le parti. Non ultimo i tamponi che sono stati regalati ai signori farmacisti . Comunque siamo in Italia e alla fine andrà bene. Speriamo

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