Vai al contenuto

Comunicato del Coordinamento Nazionale – Alla fine c’è il lager



Apprendiamo con gioia che il Tribunale di Reggio Emilia si muoverà per giudicare se le misure emanate in occasione del primo lockdown da Giuseppe Conte, ex Presidente del Consiglio, configurino il reato di sequestro di persona.


Tutti noi ricordiamo fin troppo bene l’assurdo e pesante lockdown imposto a sessanta milioni di italiani, da un (mal)governo totalmente incapace di attuare quelle misure di prevenzione e di aumento delle terapie intensive, previste da un piano pandemico che sarebbe stato suo dovere aggiornare, in virtù dell’incombere dell’emergenza Covid 19. Invece, Conte ha scelto di esautorare di fatto il normale iter legislativo parlamentare, preferendogli l’abuso dello strumento amministrativo noto come DPCM, con il solo risultato di aver imposto, grazie a tale autentico golpe (sostenuto a suon di rinnovi dello stato di emergenza) un regime di terrore sanitario che ha fiaccato l’economia, la scuola e l’università, e che ha gravemente intaccato la serenità e l’equilibrio mentale del Popolo italiano. La vuota retorica con cui il (mal)governo Conte ha cercato di ammantare di legittimità le proprie misure sproporzionate, insensate, divisive, oppressive e vessatorie, unitamente alla martellante propaganda mediatica delle reti unificate di regime (si pensi soltanto ai tele-virologi da strapazzo, privi di qualsiasi credibilità scientifica e dignità personale [Link]), hanno ottenuto il tragico esito di normalizzare la sistematica violazione dei princìpi della nostra Costituzione e di diritti inalienabili quali la libertà di movimento, il diritto al lavoro e allo studio, oltre alla stessa libertà personale”.


Il (mal)governo Draghi ha proseguito imperterrito sulla stessa oscena linea, giungendo a nuovi inauditi livelli di inasprimento della dittatura sanitaria e delle misure di oppressione verso il Popolo italiano. È a causa delle scelte politiche del governo Conte, infatti, che Draghi ha trovato la strada spianata per istituire il Green Pass e tutto il resto.
Accettare di firmare un’autocertificazione apparentemente innocua ci ha portati a dover accettare il Super green pass per lavorare. Dove ci porterà accettare il Green Pass? Potenzialmente anche al lager [Link]. Alla luce di tutto ciò, ci auguriamo che, in un giorno non troppo lontano, anche l’attuale Presidente del Consiglio venga chiamato a rispondere delle sue azioni, così come sta accadendo ora per il suo predecessore Giuseppe Conte.

8 commenti su “Comunicato del Coordinamento Nazionale – Alla fine c’è il lager”

  1. concordo pienamente con la vostra posizione contro lockdown e contro le attuali restrizioni, prive di ogni fondamento scientifico oltre che lesive di libertà fondamentali

  2. Grazie ragazzi, bel lavoro, che diffonderò per tutti coloro che sono troppo pigri per ricordare… e si bevono ogni affermazione dei buffoni che chiamano esperti!!! Resistiamo e non stiamo ami zitti!!!
    Buon futuro

  3. Nicoletta Franceschetti

    Grazie per quello che fate, il paese di noi che abbiamo capito tutto fin là prima ora, ha bisogno di voi come in ogni epoca difficile della storia, si ha bisogno dei giovani coraggiosi, e vi è grato per ciò che pensate, per come analizzate, perché ce lo dite e per ciò che fate. Immensamente GRAZIE

  4. Le recenti restrizioni rispetto al muoversi nel territorio sono per certi versi peggiori del primo lockdown. Per esempio nel primo lockdown con l’autocertificazione potevi prendere gli autobus. Io potevo assistere mia madre con l’alzheimer, cosa che non avrei potuto fare oggi, non possedendo un’automobile.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.