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Un seme d’umanità

Apollo e Minerva accolgono un Visitatore, 1817. Barthelemy Joseph Fulcran Roger. Francese 1767-1841. Incisione a punta secca.

Certe notizie superano il filtro delle idee e delle opinioni personali, lasciano semplicemente attoniti e investiti da un iniziale sentimento di impotenza. Generano interrogativi e pungolano la riflessione, forse più delle norme scellerate che ci vengono imposte; richiamano tutti a connettersi con il proprio sentire e con la propria coscienza, per comprendere quale direzione sia stata impressa alla comunità nella quale siamo immersi – e della quale pensavamo di fare parte, fino a qualche tempo fa, senza discriminazioni.

Così dovrebbe essere: davanti a ciò che ci pone di fronte all’umano e tocca i punti più profondi dell’intimità e della vita, l’empatia e il sentimento di umanità dovrebbero guidare le nostre considerazioni e il nostro agire. Questo è ciò che riteniamo dovrebbe muoverci sempre, nonostante questo governo inqualificabile – che impone misure repressive e lesive della libertà e della dignità umana spacciando per altruismo la loro adozione passiva e sotto ricatto – veicoli da tempo la concezione degli esseri umani come numeri e corpi, disponendo condizioni intollerabili e asettiche alle quali ci spiace constatare che molti, in questi mesi di proficua semina del terrore e di cieca istigazione all’odio, si sono già abituati.

Non intendiamo rassegnarci a eventi come questo. Non possiamo sopportare che si ripetano. Non possiamo accettare che per l’applicazione di un protocollo una donna si veda negare la possibilità di essere visitata per scongiurare ogni dubbio sulla sua condizione. Non vogliamo arrenderci alla mancanza di ciò che la stessa donna definisce «comprensione umana». Non possiamo tollerarne l’assenza, perché essa rappresenta il simbolo esatto della battaglia che da mesi stiamo combattendo per i diritti di tutti, che non possono essere sospesi e non possono riportare una data di scadenza, per nessun motivo.

Potremmo spendere ulteriori parole sul fatto che ancora, dopo due anni, i cittadini debbano fare i conti con i risultati fallimentari e disastrosi di una politica sanitaria inadeguata e colpevolmente incapace di garantire cure tempestive e assistenza immediata, in casi come questo e non solo. Potremmo parlare dei tagli operati alla sanità negli ultimi decenni e degli scarsi investimenti previsti nel PNRR per questo settore, sebbene le criticità siano sotto gli occhi di tutti – anche dei meno accorti – da almeno due anni. Eppure, di fronte a una notizia come questa le argomentazioni più approfondite e le analisi più documentate a volte non bastano.

Esse cedono il passo alla constatazione che è più che mai necessario continuare a resistere, per eradicare definitivamente un sistema che non ha più nessuna parvenza di umanità.

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3 commenti su “Un seme d’umanità”

  1. L’empatia è un dono che molti hanno sepolto sotto i dogmi dell’ignoranza che sceglie di riempirsi la pancia ma voi , vestitevi del lusso invendibile dell’anima, nessuna ricchezza più di questa vi potrà alleviare il cuore, niente vale più dell’onore!

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