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Cacciato dal Conservatorio nonostante il Green pass: interviene la polizia

TESTIMONIANZA DI UNO STUDENTE DEL CONSERVATORIO SANTA CECILIA DI ROMA

Voglio condividere la mia esperienza al conservatorio Santa Cecilia di Roma, affinché possa essere d’aiuto ad altri studenti come me a trovare il coraggio e non soccombere alle intimidazioni. 

Lunedì 10-1-2022 sono andato alla succursale di Sant’Andrea delle fratte del conservatorio “Santa Cecilia” di Roma indossando la mia ffp2 e munito del mio green pass da tampone appena fatto alla farmacia S.Giacomo di via del Corso, per seguire le lezioni.

Come di consueto al mio arrivo il personale composto da tre signore mi richiede di misurare la temperatura e di mostrare il green pass. Quando mostro il mio green pass base le signore mi avvisano che le nuove disposizioni del direttore sono che l’accesso ai locali è consentito solo ai possessori di GP rafforzato. Io gentilmente rispondo che non mi risulta questa nuova norma e chiedo loro di mostrarmi la circolare ministeriale dove fosse scritta.

Mi viene risposto che era una circolare del direttore del conservatorio e che hanno ricevuto disposizioni di non far entrare nessun non vaccinato. Inoltre avevo urgenza di andare al bagno e ho provato a chiedere se cortesemente potevo usarlo prima di recarmi alla sede centrale per provare a capire meglio la questione. Mi viene a quel punto risposto in tono minaccioso che quel bagno era a loro disposizione e non sapendo io che malattia avessi non potevo utilizzarlo. Di conseguenza mi viene intimato di uscire, o meglio vengo cacciato. 

Incredulo di quello che mi era appena successo, mi reco alla sede centrale del conservatorio Santa Cecilia in via dei Greci 18 dove una signora, che all’ingresso controllava i green pass, stava mandando via altri studenti che non avevano il super green pass ma solo quello da tampone. Chiedo delle spiegazioni e di farmi leggere questa circolare o direttiva della quale cercando sul sito del miur, del conservatorio, e sul nuovo decreto non trovo assolutamente traccia. Mi viene letta dal telefono della signora una circolare che non faceva cenno ad alcun obbligo per gli studenti di presentare il super green pass. In ogni caso la signora del personale non vuole farmi entrare e nemmeno mettermi in contatto con una persona che possa chiarirmi questa “nuova” norma.

Esco dal conservatorio e chiamo allora la caserma di polizia alla quale spiego la mia situazione. Dopo una breve attesa mi richiamano confermandomi che ho il diritto di entrare per seguire la lezione col mio GP base.

Torno allora alla succursale di Sant’Andrea delle fratte dove, in maniera del tutto pacata, faccio presente alle tre signore del personale che la polizia mi ha confermato che potevo entrare con il green pass da tampone. Due delle tre signore si infastidiscono e mi dicono di nuovo che non possono farmi entrare per la circolare del direttore, rinnovo la mia richiesta di leggere questa circolare e, le due, alzando la voce, mi dicono che la circolare ce l’ha il direttore e di andare a “rompere il cazzo da un’altra parte”. 

Decido allora di chiamare il 112 e far intervenire la polizia. 

La polizia poco dopo mi raggiunge alla sede centrale e una volta spiegatogli la questione entrano nel conservatorio. Nel frattempo continuo a vedere studenti uscire, cacciati perché senza GP rafforzato. Qualche minuto dopo i poliziotti tornano dicendomi che avevano risolto, sarei potuto entrare normalmente. Incredulo chiedo di essere accompagnato all’interno per assicurarmi che l’avessero comunicato anche alla succursale. Appena entrati la segretaria che poco prima aveva parlato con i poliziotti, come se nulla fosse continuava a mandare via studenti con il GP base. 

Il poliziotto interviene facendo notare che il diritto di entrare con il GP da tampone era di tutti, non solo mio. Uscendo vengo tranquillizzato da un poliziotto, mi dice che era stato solo un errore del personale del conservatorio, non avevano saputo interpretare la norma. Torno allora alla succursale dove trovo le due signore infastidite, come se mi stessero facendo un favore, mi fanno entrare solo perché “quelli” non ci capiscono niente.

Scannerizzano il mio green pass e si segnano le mie generalità su un foglio. Anche io allora chiedo  le loro. Mi viene risposto con prepotenza che mi dovevo ritenere fortunato che mi facevano entrare e che le loro generalità le potevo chiedere in sede centrale. Lascio correre, esausto e avvilito, finalmente entro in classe, seppur con tre ore di ritardo per la lezione. 

Alla pausa pranzo il mio insegnante, di fronte a tutti i miei compagni, mi dice che lo avevano chiamato per avvisarlo che non sono vaccinato. 

Per fortuna ci sono due dati positivi in questa storia, bellissimi e per nulla scontati: i miei compagni di classe i quali mi hanno sostenuto e spalleggiato e la polizia, sia al centralino sia le due pattuglie che con grande umanità e professionalità mi hanno aiutato a far valere i miei diritti senza alcun tipo di ironia comprendendo appieno la gravità della questione.

53 commenti su “Cacciato dal Conservatorio nonostante il Green pass: interviene la polizia”

  1. Un passo alla volta, grazie al martellamento incessante dei mezzi di informazione e a disposizioni di natura politica, senza alcun fondamento sanitario, come il greenpass nei suoi vari gradi di “efficacia” si fa strada la discriminazione sempre più criminale dei non vaccinati. Che comporta esclusione, annullamento dei diritti civili e sociali, delazione, criminalizzazione, segregazione. Mancano solo la deportazione e la soppressione, poi saremo tornati, mi si consenta il paragone che a me pare sempre più calzante, ai bei tempi dei campi di sterminio.

  2. Cioa
    la prossima volta fai presente che i dipendenti pubblici (se sono dipendenti pubblici e per lo meno quelli che hanno funzione di contatto col pubblico) devono avere il cartellino di riconoscimento.
    Se ti dicono che non possono portarlo perchè hanno qualche finta malattia chiedi loro se l’hanno dichiarato alla visita medica per essere assunti.

    Sempre restare calmi e sempre cacare il cazzo all’inverosimile. I prepotenti devono sapere che la loro capacità di rompere le palle non è nulla contro la ostinazione motivata al cacamento di cazzo di chi ha ragione.

  3. Ehm ma una reprimenda al prof. che ha violato le più elementari norme della privacy? Ed un richiamo formale alle “volenterose carnefici”?
    Penso che il ragazzo abbia perfettamente titolo a chiederlo.

  4. Tutto ciò che si sta verificando è una follia, e credo che dipenda solo da una condizione, che venga mandato via il DRAGO dal Governo perché è l’unico responsabile ad averci messo l’uno contro gli altri.

    1. Dobbiamo conoscere i nostri diritti e non credere ciecamente a ciò che sucede attorno con coraggio persistere seguendo la legge e non individui prepotenti sbagliati….

    2. Si ma il drago e mazzarella vengono cacciati solo da chi prende il coraggio e fa valere i propri (…ed altrui) diritti, come ha fatto questo studente. Avete letto QUANTI studenti se ne andavano passivi mentre lui continuava ad insistere????? Bisogna alzarsi e lottare in prima persona. Se aspettiamo che vengano cacciati da qualche altro politico non succederà mai!

    3. Io farei una bella denuncia al personale nelle persone di quelle due coglione e del direttore. Seguirebbe sputtanamento via tv/internet/ogni canale possibile. Risarcimento per danni morali. Fagli il culo

  5. Come studente del Conservatorio ti sei comportato da gran solista. Ora, tu e tutti gli altri tuoi compagni, continuate a “suonargliele di santa ragione”, sarà il vostro più bel concerto !

  6. Da diplomato del Conservatorio di Milano spero si tratti di episodio circoscritto a quello di Roma, evidentemente diretto da un funzionario troppo zelante e con manie di protagonismo, dotato di così deboli capacità cognitive da non riuscire a capire, leggendolo, la reale portata di un decreto governativo. Il difetto maggiore, comunque, sta nel manico, ovvero in un esecutivo il cui capo, senza lo straccio di un voto elettorale, ha impostato un apartheid sanitario e sociale di stampo nazi-comunista.

  7. Molto bravo davvero, sei d’esempio per quanti non hanno avuto la tua stessa determinazione. Non arrenderti, la verita’ e la giustiziaia vincono sempre, ma hanno bisogno di essere alimentate e sostenute con coraggio e determinazione sempre.

  8. Le 2 “signore” hanno commesso a più riprese il reato di abuso di ufficio (oltre a violenza privata) e siccome il reato è perseguibile di ufficio, i poliziotti se non hanno segnato il reato, hanno commesso il reato di omissione di atti di ufficio

  9. Mi dispiace per l’accaduto, ma penso che nel futuro ci saranno molti eventi di questo tipo. Solo la rivolta popolare, che non vuol dire violenta, potrà fare cambiare la rotta presa. Come nel film la Tempesta perfetta, anche in questo caso il popolo vincerà e porterà negli abissi i cretini.

  10. Complimenti per il coraggio e la determinazione e soprattutto per aver condiviso questa storia (rischiando, naturalmente, il linciaggio mediatico). Leggere certe cose è veramente sconcertante e lascia smarriti. Mi chiedo come abbiamo fatto in così poco tempo ad essere arrivati a questo. Un paese alimentato da paura, odio e divisione, in cui ognuno diventa sceriffo del proprio angolino di pertinenza, in cui si decide arbitrariamente e illecitamente di privare liberi cittadini di diritti fondamentali come quello allo studio. E in tutto questo, secondo l’assurda narrazione che si è voluto creare, i fuorilegge sono i no green pass!

  11. Bravissimo ragazzo, hai fatto valere i tuoi diritti!
    Ora però vanno denunciate le “signore” e il professore che ha comunicato in pubblico i dati sensibili che ti riguardano.
    Mettiti d’accordo con gli altri studenti a cui viene negato l’accesso alle lezioni e denunciate in maniera nominale.
    In bocca al lupo

  12. Non ti conosco ma sono fiera di te e del fatto che con pacatezza e determinazione sei andato fino in fondo e hai fatto giustamente valere il tuo diritto. Tu, i tuoi compagni e i poliziotti che ti hanno aiutato siete una speranza

  13. Incredibile come la vera natura delle persone emerga nelle situazioni in cui viene dato una specie di potere sugli altri. Adesso si capisce meglio come sia stata possibile una follia come il Nazismo perché sostenuta da tanti che hanno trovato i loro 5 minuti di gloria. Comunque, molto volgari delle “signore” che rispondono con parolacce, in un Conservatorio così prestigioso poi…Io le licenzierei…

  14. Credo che le normative messe in atto servano solo a fare in modo di non far circolare un virus che per molti aspetti oggi sia poco conosciuto, soprattutto nel modus operandi, ció non toglie che, essendo il nostro bel paese popolato da sceriffi dell’ultimo minuto e analfabeti funzionali, abbia portato poi questa situazione!!! Un vero cocktail esplosivo

  15. Gentile studente, con riferimento ai fatti rappresentati, confermo quanto già accertato dalle forze dell’ordine e cioè che si è trattato di un errore del personale che non aveva saputo interpretare la norma, peraltro pubblicata sul sito del conservatorio.

    Nello scusarci per l’accaduto, rassicuriamo che stiamo avviando le procedure necessarie per accertare le responsabilità del personale coinvolto.

    Il Direttore amministrativo del Conservatorio Santa Cecilia

  16. Buongiorno,sono docente di musica da camera al conservatorio di Teramo,non vaccinata.
    Mi farebbe molto piacere parlare con lo studente in questione ed intervistarlo ,se fosse possibile.Questo è uno scandalo che non deve rimanere impunito!
    Lascio anche il mio numero di telefono 3931521717(solo whatsapp)

  17. Un giovane così pronto e intelligente,non pauroso e promo al potere dragoniano con tutti coloro che la pensano e agiscono così salveranno la nostra disgraziata Nazione caduta così in basso,nelle mani di senza Dio Trinità né giustizia, né amore.Sono anziana e non sierata.Viva Gesù.

  18. Sono fortunato ad essere nato in borgata. 60 anni fa. Dove si doveva vivere secondo regole umane ma anche della strada. Sei stato molto cortese ed educato. Io avrei usato altri modi e la signora avrebbe conosciuto meglio il significato della parola rispetto. Punirne uno per educare cento.

  19. Scandaloso abbiamo perso il diritto al lavoro e allo studio …. Draghi sei peggio di Satana e purtroppo il mondo è pieno di stupidi che in quanto tali non capisco nulla! Resistiamo 👍🏻

  20. Ben fatto! è ora di finirla di farsi mettere i piedi in testa da uno Stato tanto oppressivo quanto inefficiente.
    Purtroppo l’Italia è piena di Kapò che appena ottengono una briciola di potere godono nel vessare i propri compagni di sventure.

  21. Onore a questo studente che si è battuto come una tigre per affermare la propria dignità di essere umano che nessuno gli può togliere.

  22. La mia più sincera ammirazione per chi non si rassegna ad accettare soprusi e violenze. Ho 73 anni e non avrei mai pensato di vivere in una situazione sociale e politica come l’attuale. Scenderò ancora in piazza se necessario e sarò un disobbediente perché quando è il potere che pratica l’ingiustizia, l’obbedienza non è più una virtù.
    Voglio esprimere il mio apprezzamento per l’operato delle forze dell’ordine
    che per fortuna difendono anche la giustizia.

  23. “L’etica è morta, le leggi non bastano a regolare una società, e talora vengono promulgate solo per trarre vantaggi individuali trascurando la giustizia e l’uguaglianza, che ormai non significano assolutamente nulla.”

    VITTORINO ANDREOLI

  24. Non mi fa aggiungere il commento non è vero che l’ho già fatto!
    Ovviamente ormai è tutto assurdo.
    Il governo ha alimentato la discriminazione e l’odio contro i non vaccinati.
    Ormai molti sperano di ammalarsi ed avere il covid per di poter vivere! Siamo alla follia!

  25. Complimenti allo studente,tenace e intelligente. Questi episodi,mi fanno davvero salire il sangue al cervello!!! Vorrei sapere cortesemente se le tre madame sono state richiamate,e il direttore del conservatorio se ha preso posizione per chiedervi scusa. Se non lo ha fatto,dovrebbe dare subito le DIMISSIONI!!!!!
    (Claudio Romano,primo timpanista orchestra sinfonica nazionale della Rai)

  26. Grazie per questa testimonianza e per il coraggio,i nostri ragazzi stanno subendo orribili discriminazioni a causa di una legislazione iniqua e che da adito a abusi e arbitri nei confronti dei cittadini. propongo di andare avanti per denunciare le dipendenti in questione per abuso di ufficio, discriminazione e intimidazione, oltre che violazione della privacy, hanno palesemente infranto le norme del decreto e come minimo vanno multate.

  27. Mi dispiace veramente tanto! Cioè la tua storia ha dell’incredibile, è un incubo per chi deve subire questi veri e propri SUPRUSI, che sono ingiustizie gravi anche dal punto di vista della legge oltre che umano! Grazie per averla condivisa e forza! Buono studio.

  28. Ragazzo in gamba: ha tenuto duro. Tutti dobbiamo farlo, opporci a questa follia. Ormai è evidente che hanno creato ad arte questa emergenza per giustificare la sospensione dei diritti delle persone, anche quelli che, in questa parte di mondo, si pensava fossero inalienabili. Bisogna aprire gli occhi e ribaltare la prospettiva: questo “vaccino”, come si sta vedendo, non è stato creato per risolvere il problema, ma per giustificare il “marchio verde” e le sue propagazioni sempre più rafforzate. Obiettivo di questi “signori” è targare la popolazione per controllarla e poterne disporre.

  29. Mi auguro solo che i poliziotti abbiano il coraggio (come è loro dovere) di fare una relazione/denuncia per interruzione di pubblico servizio a carico del rettore e del personale addetto al controllo dei GP su sua delega

  30. I servì sono più spietati dei padroni.
    Gentaglia al governo e nelle istituzioni.
    Bravo, continua così.
    Presto o tardi ci riprenderemo la nostra vita.

  31. Siamo ormai in un paese alla deriva in cui la follia e il sadismo discriminatorio sono stati istituzionalizzati. Non vedo un grande futuro per un paese del genere. Lo studente in questione é stato bravo e coraggioso e i poliziotti irreprensibili. Quanti altri ragazzi però se ne sono andati cacciati ingiustamente senza aver avuto il coraggio o la capacità di reagire come ha fatto lui a questa inaccettabile violenza?

  32. Il diritto allo studio e al lavoro è sacrosanto! Bravissimo per quello che hai fatto. Ma vanno denunciati Direttore e personale. Purtroppo sta succedendo che chi non ha mai contato nulla, tutta questa massa di frustrati, adesso pensa di avere un minimo di potere , e questo li fa sentire grandi . In realtà sono solo dei poveracci che non hanno mai avuto niente dalla vita, e se la prendono con chi vuole costruirsi un futuro migliore . Vai avanti. Tutti dovrebbero essere come te.

  33. Da ex studente di conservatorio ti suggerisco fi cambiate conservatorio, ma soprattutto di cambiare insegnante! È un vero schifo che luoghi deputati all’arte e alla cultura, luoghi che dovrebbero essere aperti a tutti e stimolare il pensiero critico e libero si siano prostrati senza nulla eccepire a questo autentico abisso della civiltà. Rivaluto in questo periodo Jean Dubuffet quando etichettava il sistema culturale come “polizia del pensiero” ovvero strumento di controllo e omologazione nelle mano del potere. Allora mi parve una provocazione sessantottina: oggi si dimostra drammaticamente che è proprio così.

  34. Un mondo «già interpretato»
    Anders non manca di ripetere che l’efficacia dell’esercizio del potere nel totalitarismo «mite» risiede nella sua «impercettibilità», fraintesa come «non-esistenza». Come il deus absconditus – i cui decreti sono insondabili e imperscrutabili – anche il potere «sa di essere al colmo della potenza se resta celato dietro le quinte».Il suo silenzio è segno della sua forza: infatti «quanto più totale è un potere, tanto più muto il suo comando. Quanto più muto un comando, tanto più naturale la nostra obbedienza, quanto più è naturale la nostra obbedienza, tanto più assicurata la nostra illusione di libertà. Quanto più assicurata la nostra illusione di libertà, tanto più totale il potere».Totalità significa che il mondo dei prodotti è il mondo stesso, cosicché agli individui si proibisce di pensare non solo la possibilità di esistenza di altri mondi, ma anche d’immaginare che quello in cui vivono «potrebbe essere diverso». Contemporaneamente la pervasività del dominio si manifesta attraverso la sua sempre più perfezionata capacità di costruire gli individui, di forgiare in anticipo i loro desideri e renderli così tra sé uguali, imponendo modelli di comportamento e di esperienza indiscutibilmente validi per tutti.
    Ciascuno pertanto è fornito non solo di un’unica esperienza del mondo, ma anche delle parole necessarie per descriverla, per cui, parlando, pronuncia le parole che un altro – chiunque altro al suo posto – potrebbe dire e, ascoltando, ode le parole che lui stesso nelle medesime condizioni direbbe. Un monologo indistinto e informe – nel quale convivono, sovrapponendosi, i luoghi comuni diffusi dai mass media, le sedicenti novità quotidiane, le notizie che sempre uguali si ripetono stancamente, le parole banali e rassicuranti dell’esperto televisivo, gli stereotipi che costellano le conversazioni – attraversa la società, la percorre senza sosta, senza la possibilità di sottrarsi al suo ascolto. Cade così quello scarto tra sé e gli altri – «l’abisso tra persona e persona» – che è condizione essenziale affinché si possa gettare un «ponte linguistico» tra gli uomini e, quindi, possa prendere forma un dialogo, sia che si sviluppi in modo fecondo o invece si areni nel fraintendimento. La società dunque «parla con se stessa». I suoi apparecchi parlano «in vece nostra», togliendoci la «facoltà di esprimerci», l’«occasione di parlare» e persino la «voglia di parlare». Essa si avvita in una comunicazione dove l’altro, lungi dal costituire un interlocutore, scompare dietro una realtà monolitica contraddistinta dalla presenza di «avvenimenti scelti e chimicamente preparati» e per questo drasticamente impoverita.
    Il mondo quindi è offerto agli individui già interpretato, fuso in stampi pre-costituiti da cui è impossibile «deragliare», «regolato in anticipo» e codificato in «schemi fissi che determinano rigidamente, in modo «totale e completo», i modi di vedere, i comportamenti, i criteri dell’agire. Poiché tutto è fornito a domicilio, non vi è più nulla da esplorare, non esiste più un fuori che, occasione di inquietudine, muova la ricerca, mobiliti la sua tensione inesausta, mai paga dei propri esiti. Chiunque voglia o tenti «di infrangere il numerus clausus» dei temi imposti, subirà l’opposizione non solo di chi questi temi ha ideato, ma anche di chi ne è cliente e ne accetta, grato, la semplificazione che essi promettono. La realtà, infatti, appare ai loro occhi «come un unico e gigantesco ambiente domestico, come un universo di agio e cordialità», a tal punto familiare da vanificare la necessità di un’esperienza diretta.
    Gli individui dunque sono «fatti partecipare»: passivamente obbedienti e, insieme, appagati da una realtà filtrata da altri e perciò sollevati dalla fatica di interpretarla in prima persona, i soggetti non sono neppure più in grado di distinguere che cosa sia essenziale per le loro vite. Così una crisi economica o sociale, un sommovimento politico, una catastrofe naturale si mescolano, perdendo i loro tratti distintivi, alla sfilata di moda, all’avventura sentimentale di un personaggio dello spettacolo o, ancora, al risultato di una prova sportiva. Gli avvenimenti si confondono, slittano gli uni negli altri, come se non corresse alcuna differenza tra loro o, meglio, come se sottolineare o evidenziare le differenze non fosse importante, perché «a ciascuno si dà tanto più da vedere quanto meno gli è consentito di metter bocca». Ognuno è coinvolto e appassionato da dettagli insignificanti, da situazioni o episodi marginali, purché non rivendichi la possibilità «di prender parte alle decisioni capitali che riguardano se stesso» e il mondo. Infatti «quanto meno dobbiamo immischiarci in decisioni che ci riguardano realmente, tanto più “smisuratamente” veniamo immischiati in cose»insignificanti. La serata finale di un programma televisivo, ad esempio, potrà acquistare un rilievo maggiore, come se lì fosse veramente in gioco il destino degli spettatori, di fatti più gravi e impegnativi, dai quali essi – ormai completamente anestetizzati – esigono invece di essere distolti per non essere riconsegnati all’insopportabile serietà della vita. «Imboccati d’opinione» e «ingozzati» dalla televisione, ne diventano succubi, ascoltano sempre e soltanto ciò che viene loro fornito senza poter interloquire, senza più nemmeno l’idea di poterlo o doverlo fare.

    “Una generazione non abdica quando si mettono in discussione le sue risposte, ma quando sono considerate irrilevanti”.
    Günther Anders

  35. Purtroppo la distopia continuerà finché ci saranno questi, capò con manganello, poco cervello e senza coraggio, servi dei prepotenti e tiranni, e sempre pronti a saltare meschinamente sul carro del vincitore di turno.
    Non meritano nessuna pietà, dovrebbero essere denunciati e fermati perchè costoro sono sempre pronti ad arrecare ingiustizie e soprusi verso il prossimo. Sono la parte peggiore della società, parassiti pronti a vendere la pelle altrui per il proprio vile tornaconto. Esseri umani repellenti!
    Quando dovessero esserci gli estremi legali per denunciarli non abbiate nessuna pietà di fargliela pagare, altrimenti saranno loro prima poi ad accoltellarvi alla schiena!

  36. Purtroppo la distopia continuerà finché ci saranno questi, capò con manganello, poco cervello e senza coraggio, servi dei prepotenti e tiranni, e sempre pronti a saltare meschinamente sul carro del vincitore di turno.
    Non meritano nessuna pietà, dovrebbero essere denunciati e fermati perchè costoro sono sempre pronti ad arrecare ingiustizie e soprusi verso il prossimo. Sono la parte peggiore della società, parassiti pronti a vendere la pelle altrui per il proprio vile tornaconto. Esseri umani repellenti!
    Quando dovessero esserci gli estremi legali per denunciarli non abbiate nessuna pietà di fargliela pagare, altrimenti saranno loro prima poi ad accoltellarvi alla schiena!

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