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Sulla questione dei liceali torinesi e sulle occupazioni



Combattere un sistema non è questione di poco conto.

Occorre comunicare con la gente, ascoltare chi può essere d’aiuto, creare una comunità cosciente e fiera la quale si batta per i diritti calpestati e lotti contro i soprusi e le violenze, sia fisiche che morali, che studenti e lavoratori rischiano di subire tutti i giorni.

Lorenzo Parelli era uno studente ed era un lavoratore. Studiava al centro di formazione professionale dell’Istituto salesiano Bearzi di Udine e stava terminando l’ultimo giorno di lavoro gratuito dello stage, obbligatorio per l’Alternanza Scuola-Lavoro, allo stabilimento Burimec di Pavia di Lauzacco, quando una putrella di acciaio lo ha travolto dall’alto, uccidendolo sul colpo.

Una trave che ci piomba addosso e ci abbatte in un istante: questo è il futuro che attende noi giovani, se non si agisce ora per diventare gli artefici del nostro avvenire.

Venerdì 28 gennaio gli Studenti Contro il Green Pass di Torino, alla loro uscita trionfale dal Rettorato occupato da mercoledì 26, hanno subito espresso tutta la loro solidarietà ai liceali che protestavano in piazza Arbarello per la morte di Lorenzo e che sono stati brutalmente assaliti e manganellati dalla polizia in tenuta anti-sommossa.

Un atto barbaro quello della polizia, che deve farci riflettere sull’autoritarismo crescente di un sistema che non ammette i suoi errori e per questo procede dritto e intestardito sulla sua strada, anche al di là del rispetto e della dignità della persona umana.

Eppure, i rappresentanti degli studenti liceali, i quali in seguito hanno occupato il liceo Gioberti, insieme con alcuni collettivi universitari, tra cui il Fronte della Gioventù Comunista, si sono espressi in maniera sleale nei confronti dei movimenti No Green Pass di Torino, adducendo a loro l’accusa di volersi intestare la manifestazione contro l’Alternanza Scuola-Lavoro.

Ciò non è affatto vero: gli Studenti Contro il Green Pass, la Cub, i SiCobas e tutti i membri degli altri movimenti sono profondamente dispiaciuti per questo malinteso, ma sono decisi a sostenere le rivendicazioni dei liceali e ad aiutare i ragazzi con la propria partecipazione al loro dolore e alle loro giuste manifestazioni.

In un primo momento, si è sperato in un punto di incontro tra la lotta all’infame Certificato Verde che viola i diritti al lavoro e all’istruzione e le rivendicazioni di una scuola libera dallo sfruttamento da parte delle aziende, contro le morti bianche. Quel sistema politico ed economico che vuole sorvegliare i cittadini e renderli obbedienti è infatti lo stesso che qualche anno fa ha deciso di trovare negli studenti una manodopera gratuita, con l’obbligo di stage da 200 a 400 a seconda del tipo di scuola superiore frequentato. 

Tuttavia, i ragazzi del Gioberti hanno sostenuto che non volevano la presenza dei movimenti No Green Pass alla manifestazione programmata per il 4 febbraio e anzi, hanno pure lamentato il fatto che, mentre gli studenti liceali erano manganellati in piazza Arbarello, gli occupanti da loro definiti ‘’No-Vax’’ hanno potuto agire tranquilli nel Rettorato e in seguito lanciare un corteo fino a Piazza Castello.

Premesso che il Rettorato dista da Piazza Castello meno di 400m e quindi non c’è stato un corteo ma solo lo spostamento dei numerosi manifestanti solidali, i quali non volevano intasare le strade adiacenti alla struttura, è molto grave che i liceali sembrino affermare, tra le righe, che la polizia avrebbe dovuto manganellare i cosiddetti ‘‘No-Vax’’ e non loro.

Sia chiaro che in tutte le vicende avvenute nessuno dei manifestanti contrari al Certificato Verde ha mai parlato di vaccini o si è scagliato contro la libera scelta, purché tale, delle persone a farsi inoculare il farmaco.

In più, in una telefonata tra un membro degli Studenti Contro il Green Pass e il principale esponente del collettivo Fronte della Gioventù Comunista, questo secondo ha paragonato i movimenti No Green Pass di Torino a coloro che a Roma hanno assaltato la sede della CGIL e ha criticato con pregiudizio le ‘‘idee molto discutibili, di destra’’ dello studente No Green Pass, quando questi non ha indicato né l’orientamento politico del suo movimento né gli ideali che porta avanti, ma solo la sua contrarietà al controllo del Certificato Verde.    

Simili segni di disinteresse e inviti a non presentarsi alla successiva manifestazione del 4 febbraio sono quelli che una liceale del collettivo del Gioberti ha esposto ad altri due Studenti Contro il Green Pass all’assemblea precedente la manifestazione del 4, alla quale il loro intervento ha comunque ricevuto gli applausi di alcuni ragazzi.

I rappresentanti dei liceali e dei collettivi universitari, dissociandosi da tutti i movimenti No Green Pass che li volevano sostenere e invece sono stati accusati di ‘‘negazionismo’’ e ‘‘complottismo’’, hanno deciso di scoraggiare la presenza di persone contrarie al Green Pass, pur suggerendo loro di venire a titolo personale, senza bandiere né striscioni, per ‘‘far numero’’ in piazza.

Gli Studenti Contro il Green Pass di Torino, nonostante lo scherno e il disprezzo ricevuti, continueranno ad appoggiare le rivendicazioni dei liceali, perché la loro causa è giusta e perché la lotta non si deve fare tra giovani studenti e universitari e lavoratori, ma si deve condurre unita contro questo sistema politico economico che guadagna sfruttando e dividendo la popolazione.

2 commenti su “Sulla questione dei liceali torinesi e sulle occupazioni”

  1. Il vostro comunicato mi è arrivato in questo momento, sono davvero sollevata nel constatare che avete una visione ampia e solidale delle lotte, bravi bravi bravi… Non dobbiamo cadere nella solita trappola del divide et impera

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