Vai al contenuto

Sulla mia ex e su quel che accade

“Bed Piece” – Chris Burden (1972)

Avevano promesso di rendere le vite dei disobbedienti un inferno, e lo hanno fatto; e così dicendo e così facendo hanno apposto le loro firme sul gesto del trentenne che, dopo aver ricevuto una multa per il mancato possesso della loro tessera infame, si è cosparso di benzina e si è dato fuoco in provincia di Treviso. Voi non dovete soltanto pensarvi: voi dovete trovare nei vostri pensieri le immagini delle fiamme che si spargono sulla carne umana, sul viso e lungo i piedi, e sugli occhi, e sulla bocca e dentro la bocca, e in gola. Il giovane è in condizioni gravi, ed è stabile. Siamo innanzi a un tentato omicidio di Stato. 

In occasione di drammi come questo può capitare ch’io ripensi alla mia ultima compagna. Parlo di noi perché il parlarne garantisce una partecipazione emotiva superiore da parte mia e da parte vostra (anche voi siete più interessati se avete la certezza che ciò di cui leggete riguarda vere esperienze umane). Parlo di noi perché ogni poeta ha il dovere di testimoniare ciò che scopre sull’amore, così da aiutare il genere umano ad avvicinarsi alla sostanza di amore. La nostra specie sopravvive per questo.

L’ho rivista per l’ultima volta a luglio. Durante l’estate si radicalizzò al punto tale da arrivare a urlarmi addosso con rabbia, mentre diceva di sperare per l’estensione dell’obbligo a tutti quanti. Che cosa orribile è il costringere gli altri a fare ciò che non vogliono. Che prepotenza è anche solo il pensarlo. Non a caso parliamo di una ex. Prima di tutta questa vicenda l’avrei considerata una persona intelligente e sensibile, dotata di grande senso di giustizia. Non avrei trascorso due anni e mezzo con lei se non lo avessi pensato. Dopo, però, la paura l’ha conquistata, e qualcosa in lei è cambiato nel profondo. A nulla è valso ch’io avessi condiviso con lei l’inizio e il crescendo di questa emergenza umana, e che mostrassi ai suoi occhi cautela. No, io non compresi subito la natura di questa follia, ma fui in principio molto prudente. Ho progressivamente accresciuto la mia critica al nemico e ho avuto il mio definitivo risveglio con l’inizio della campagna vaccinale. Da ciò potete evincere perché per me il tema dei “vaccini” resti e resterà pur sempre di grande importanza: perché studiarli è stato proprio ciò che mi ha consentito di dire a me stesso «No, non è possibile: è tutto falso. Tutto, realmente tutto quel che stanno facendo è una impostura, e ciò che dicono è una menzogna continua». In un quadro complesso, in un contesto nel quale io ero pur sempre condizionato da lei e dal suo approccio ancora più allarmato che il mio, le considerazioni di tipo etico, giuridico, filosofico e sociale non mi avevano ancora salvato; esse mi avevano sì consentito di iniziare a dubitare (andando incontro al bagliore della verità “gradualmente”, gradualmente, come scrisse la mia amata Emily Dickinson), ma decisamente non hanno avuto – per me – la stessa forza, lo stesso impatto che ha avuto l’indagine di tipo scientifico. Quest’ultima, a sua volta, non si è risolta in un solo istante, ma in una serie di istanti: essa non mi ha risvegliato fino in fondo fintantoché l’oggetto della sua analisi era la malattia Covid. No, non è stata la malattia a risvegliarmi: sono stati i cosiddetti “vaccini” ad aver rappresentato per me un vero e proprio ceffone. Gli effetti che la propaganda era riuscita a provocare nella mia mente – nessuno si illuda di essere immune alla propaganda: sarebbe sciocco anche solo pensarlo – scomparvero definitivamente. La propaganda prima o poi intacca la mente di ognuno, ma una volta che un’anima si sia risvegliata veramente, questa non subirà mai più la scure di quella aggressione mentale. Con l’avvento di questi farmaci sperimentali fui non già convinto, ma assolutamente sicuro che il nemico stava per procedere in violazione del principio di precauzione e del Codice di Norimberga. D’improvviso tutto mi fu più chiaro, e capii. Il giudizio della malattia Covid, delle terapie domiciliari e dei medici che le avevano promosse – io vi giuro, senza alcun inganno: so per esperienza personale che cosa vuol dire nutrire il dubbio che si tratti solo di ciarlatani. Ho avuto paura anch’io – mutarono. Crebbe in me una fiducia, e capii. Le mie attività di ricerca aumentarono a dismisura, e presi a fare solo questo. Ripensai al confinamento, al coprifuoco, alle immagini degli elicotteri all’inseguimento dei cittadini, agli anziani separati dai loro cari, al mio vicino morto, che mi fu caro al pari di uno zio. Compresi che si era stabilito di uccidere un alto numero di persone. Mi resi conto di avere a che fare con i figli di satana. Osservai l’orrore ed ebbi il coraggio di continuare a osservarlo. Riscelsi subito Iddio, come sempre. Scegliere Iddio è sperare in Gesù Cristo, per me. Io devo sperare di essere al fianco del Cristo, per l’immortalità dell’anima. Io devo sperare nell’immortalità dell’anima per non patire il male più grande di tutto, ch’è l’orrore del vuoto. Ho guardato anche questo orrore, e ne ho scritto. Ho veduto quanto basta per sapere che il sentimento d’amore è ciò che salva. Scoprire cos’è l’amore è dunque il compito di ogni poeta, perché il poeta lo renda al resto del genere umano. Per scoprirlo, ciascun essere umano ha bisogno d’innamorarsi della vita di un altro. Il conforto che si prova quando due esseri umani si parlano cercando di vivere una comunione spirituale risponde a una delle forme più sincere dell’amore. Scoprendo al mio fianco attivisti che avevano fatto i conti con la verità ancor prima di me – persone molto più vispe e sapienti di me –, io continuai le mie ricerche, incrementandole ancora quando ella mi disse di voler vaccinarsi. A quel punto si trattò di restare sveglio il più a lungo possibile, ogni giorno, e se necessario dormire una volta ogni due giorni. Dovevo sapere tutto, di qualunque cosa riguardasse questo trattamento. Promisi a me stesso e a tutti quanti che se le fosse accaduto il benché minimo infortunio, io avrei incolpato il governo seduta stante. La nostra storia era approdata a un equilibrio che ci aveva garantito, negli ultimi mesi, di non aggredirci l’un l’altra con litigio serio. Credevo che avremmo finito per sposarci, ma le cose sono andate diversamente. Quando ripenso a noi due sono sereno: so di averle voluto bene perché so di averle parlato con amore. Voler bene è lo stesso che parlare l’amore con la persona cui si vuol bene. S’io dovessi parlarle adesso, le direi solo che le ho voluto bene, e null’altro che questo. Per nessuna ragione al mondo io ritornerei con lei, perché ciò è divenuto impossibile, attraverso due momenti distinti: il primo, quando mi sono sentito meglio stando senza di lei anziché con lei; il secondo, quando ho sentito dentro di me un immenso calore per un’altra donna [Non importa chi sia questa donna, né s’io riuscirò mai a stare con lei; importa solo ch’io abbia sentito di volerle bene in modo speciale; importa ch’io voglia parlare l’amore solo con lei, e nessun altro che lei]. Già da un po’ di tempo mi risulta impossibile il voler tornare con la mia ultima compagna. Ciò non significa che non mi capiti di ripensare a lei. Ripensare a lei significa augurarle il risveglio, e null’altro che questo. Un giovane di trent’anni si è cosparso di fiamme in seguito al sopruso di una setta di fanatici al potere, in seguito a un periodo di due anni denso di delitti atroci, che dice di un genocidio di massa su scala globale e di un controllo delle menti esercitato attraverso una potente ipnosi fondata su di una menzogna. Ciò che sta accadendo è che questi esseri malvagi hanno instaurato la distopia tecnologicamente più avanzata di sempre. Patiamo il dominio della tecnica disumanizzante, la vittoria della macchina sull’uomo, l’arroganza di un archetipo di inconscio che ha smarrito di ogni forma di buon senso e ha annichilito la morale entro circuiti digitali prima ancora che statistici (comunque siano: gelidi). I nemici della restante parte dell’umanità hanno dato vita alla più grande follia anti-scientifica nella storia dei popoli. Chi lo sa se un uomo che si cosparge di benzina e si tramuta in una torcia umana può garantire il risveglio di una sola persona. Un poter dire: sii pronta, non lasciare che questa tragedia sia gratuita. Un risveglio, paga un risveglio per questa tragedia: un risveglio soltanto. Quanto poco costerebbe, invece, poter dire: «Ho sbagliato, scusa». Oltreché a un «Ti ho voluto bene», si otterrebbe un: «Ti perdono»; e dopo di esso si otterrebbe un lungo silenzio, per sapersi perdonati, ma senza dirsi più nulla perché non v’è altro da dire.

1 commento su “Sulla mia ex e su quel che accade”

  1. Molto toccante. Ti auguro di arrivare presto a fare a meno anche di un dio e di contare solo sul silenzio e sulla bellezza dell’essere che tu sei.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.