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O contro il green pass o con la NATO

di Veronica Duranti

Dopo due anni di lockdown, autocertificazioni, zone colorate ed ora green pass e obbligo vaccinale dovrebbe essere evidente che tutte queste misure, green pass in primis, siano la manifestazione di un processo ben più ampio e ben più a lungo termine di ristrutturazione del sistema capitalistico occidentadale che prende il nome di Grande Reset. 

Spacciato nei primi mesi del duemilaventi come “teoria del complotto”, il Grande Reset è invece dettagliatamente descritto dai suoi stessi artefici; sul sito del World Economic Forum (o forum di Davos) è possibile reperire tutte le informazioni su quanto ci attende da qui ai prossimi dieci anni riguardo questa quarta rivoluzione industriale. Il Grande Reset, e di conseguenza il green pass e tutto quello che sta succedendo a livello politico, giuridico, sociale ed economico in Italia ha degli artefici ben precisi che sono identificabili con le stesse cerchie di potere che sostengono, in questa guerra, l’Unione Europea, la NATO e gli USA contro la Russia.

E’ sufficiente per capire ciò che si osservino due cose: la prima è il comportamento dei partiti italiani e la seconda è il comportamento dei media mainstream. Sia nel caso del Covid19 che ora, tutti i partiti italiani si sono schierati, come un grande partito unico, prima contro i temibili no vax e no green pass sostenendo in toto tutta la narrazione governativa e tutte le misure liberticide e anticostituzionali del governo Draghi ed ora a sostegno della NATO e dell’UE, contro la Russia nello spirito di ferma fedeltà all’atlantismo ribadiita in più occasioni dallo stesso Draghi. I media mainstream alla stessa maniera che nei confronti delle piazze no green pass e “novax” si sono scagliati con una sola voce contro la Russia e hanno  giocato la ben famosa carta di ogni propaganda che ha preceduto le guerre USA, e cioè la reductio ad hitlerum, in questo caso di Putin. Osservando questi aspetti, dovrebbe essere già chiaro che l’euro-atlantismo va a coppia con il Grande Reset. Ma non è solo dalle apparenze che si può giustificare come l’euro-atlantismo (che si riduce in ultima sintesi al sostegno alla politica estera imperialista degli Stati Uniti) sia strettamente collegato alle pratiche anticostituzionali degli ultimi due anni ma anche dalla sostanza. Il Grande Reset è l’apice massimo della globalizzazione (cioè il modellamento del mondo a immagine e somiglianza degli Stati Uniti) che porterà in ultimo alla trasformazione degli stati sovrani (o che dovrebbero esserlo) ad amministrazioni di un impero governato dalle multinazionali, in primis quelle della Silicon Valley e simili. Il multipolarismo che in questi anni è emerso, nonostante l’impegno statunitense di mantenere con le bombe un ordine unipolare, è un grande ostacolo al “reset”; la presenza di diverse potenze in gioco come la Russia o la Cina che, oltre ad essere potenze, sono stati sovrani (a differenza di quelli europei che sono soggiogati all’UE e alla NATO, l’Italia in particolare) complica i progetti di Davos (e degli Stati Uniti). 

Altro aspetto da valutare nella guerra tra Ucraina e Russia è il peso che avranno le sanzioni sull’economia dei paesi europei, in particolare sull’Italia che, dopo la Germania è la più grande importatrice di gas russo. A voler essere complottisti si potrebbe dire che le sanzioni alla Russia, volute dagli USA e dall’Unione Europea e pagate da noi, siano la benedizione inattesa alla “distruzione creativa” tanto voluta da Draghi, la botta di grazia al tessuto produttivo precedente all’era Covid. Entrando poi nel merito della guerra, occorre evidenziare come i media mainstream abbiano gridato all’aggressione e all’invasione russa omettendo però, scrupolosamente, di raccontare cosa è successo nei circa trenta anni precedenti all’entrata dei Russi nel Donbass di oggi. Dal 1999, la NATO ha esteso progressivamente i suoi confini ad est, in un’operazione politico-militare di accerchiamento della Russia. Nello stesso PNAC (progetto per un nuovo secolo americano), emerge chiaramente la volontà di predominio mondiale degli Stati Uniti e la concezione della Russia (e di qualsiasi altra potenza emergente e potenzialmente concorrente) come principale minaccia a questo predominio. Le repubbliche popolari di Lugansk e Donetsk sono inoltre ben felici dell’”aggressione russa”, dopo otto anni di guerra e altrettanti di persecuzioni del governo filo-occidentale nei confronti delle popolazioni russofone. 

Una volta compreso che gli stessi poteri che ci hanno privato della libertà e dei diritti costituzionali in questi anni sono gli stessi che sostengono NATO-USA-UE contro la Russia, è necessario che la questione della pace venga messa all’ordine del giorno delle rivendicazioni del mondo no green pass e che si comprenda come, se l’Italia fosse stato uno stato indipendente e sovrano, libero dalla schiavitù euroatlantica, governato da una classe politica fedele al popolo e non alle élite sovranazionali oggi non esisterebbe il problema del green pass. L’Italia non deve schierarsi contro la Russia, gli italiani non devono cadere nella propaganda dei media di regime, gli stessi salotti che hanno ospitato i virologi oggi ospitano gli esperti di geopolitica, gli stessi partiti che impongono il green pass sostengono gli USA e la NATO, bisogna unire i pezzi del puzzle per avere l’identikit del nemico. Nelle piazze inoltre, si invoca la Costituzione calpestata, la Costituzione  all’articolo 11 impone all’Italia di operare per la pace e all’articolo 1 che la sovranità appartiene al popolo, non a Draghi, ma neanche e men che meno a Biden e al Pentagono. 

2 commenti su “O contro il green pass o con la NATO”

  1. Ciao Veronica, vorrei complimentarmi con te per la lucida analisi della situazione attuale e per la lotta che insieme a tanti altri giovani stai portando avanti con grande coraggio e determinazione per riaffermare la legalità in un Paese ormai lacerato e per cercare di garantire un futuro migliore alle future generazioni.
    Non mollate mai e sappiate che non siete soli!

  2. Mi fa molto piacere leggere che qualcuno si prende l’onere ( e l’onore) di mettere in luce quanto sta accadendo, osservando l’evoluzione di quanto è accaduto negli ultimi venti anni. Naturalmente agendo al di fuori dell’informazione “pilotata” del nostro paese. Lentamente vengono a galla tante cose, sconosciute ai più, proprio a causa delle false informazioni ricevute dai media nazionali.

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