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La religione della ‘scienza’ 

Ho ancora in mente il periodo estivo trascorso. Di acqua sotto i ponti ne è passata diversa. Come, purtroppo, l’acqua che fuoriesce da tutto quello che, a livello politico e governativo, è stato avallato fino ad ora. Se si pensa al fatto che il ministro dell’interno Luciana Lamorgese, fino a qualche mese fa, condannava alcune manifestazioni, perché non autorizzate, nonostante nel frattempo venisse varato, dallo stesso governo di cui ella fa parte, un provvedimento di carattere “coercitivo”, per indurre i cittadini a farsi sottoporre alle inoculazioni, e senza che vi fosse l’obbligo. 

Proprio un paese al contrario, il nostro, in cui, almeno secondo l’ordinamento giuridico, risulti innocente e immune da qualsiasi giudizio di colpevolezza fino a sentenza definitiva. Lo stesso paese in cui, però, devi correre a farti passare sotto i raggi x, in ogni occasione utile per dimostrare il tuo “innocente” stato di salute, pena l’essere considerato come un potenziale untore; un soggetto, insomma, socialmente pericoloso, neanche si parlasse di una particolare peste prodromica all’estinzione della specie umana. Un paese logorato sotto ogni punto di vista, a partire dalle alte sfere del rango di Confindustria e multinazionali varie, che nel loro libero arbitrio legittimato dalla politica si trovano a puntare il coltello usando l’arma del ricatto, aumentando e alimentando una destabilizzazione anche lavorativa già esistente, e che sta degenerando sempre di più come una perfetta pentola a pressione. Ma in Italia, non so per quale diamine di motivo, più emergono fatti circa l’evidente e totale fallimento di certe misure, più queste ultime vengono, al contrario, irrigidite, invece che modificate. O meglio, abolite. 

L’apostolo presidente Draghi, lo scorso 22 luglio, affermò pubblicamente in conferenza stampa che quello strumento – coercitivo, classista e discriminatorio – del pass era una garanzia, per chi ne fosse in possesso, di ritrovarsi con gente non contagiosa. Quando già all’epoca era evidente che non fosse così. Ma se tu avessi provato a obiettare qualcosa, saresti entrato automaticamente nell’asse del male. Una pratica non diversa da quella di oggi, anzi. Anche dal punto di vista culturale, infatti, si è raggiunto uno stato di conformismo che non ha rivali, con l’ausilio della figura del “vile affarista” che, da monarca qual è, si ritrova a dettare la linea senza che qualcuno emetta voce dissonante. Un governo che ha generato un fallimento dopo l’altro. Fallimenti politici che una stampa libera dovrebbe impugnare per chiederne conto a chi di dovere ma che, invece, vengono fatti passare con la solita draghiana narrazione taumaturgica, con l’ausilio della cerchia di cortigiani di corte, appartenente, per lo più, ai grandi gruppi editoriali come GEDI-Elkann. Un appiattimento, un conformismo intellettuale che ha contaminato i più alti strati della società, e che ha trovato il proprio megafono in tutte quelle scrivanie impregnate di inchiostro e raccolte in quella che viene chiamata stampa, il cui codice deontologico, molto spesso, è stato subordinato a quello della superficialità e del profitto. 

Per capire come si muove il governo dei “migliori”, basti elaborare un pensiero razionale, per poi fare il contrario, al punto da complicare questo pensiero e svuotarlo di ogni fondamento logico. Un po’ come quando prendi una dichiarazione di un politico, di un giornalista, o dell’influencer Andrea Scanzi, da cui attingi una sottospecie di pensiero, per poi fare l’esatto contrario, per avere come la “garanzia” di non fare passi falsi, mettiamola così. Evidentemente, qualcuno aveva fatto pervenire al governo l’informazione che qualcosa, dello strumento esclusivamente politico del pass, non andava; tuttavia, l’esecutivo, invece di abolire il pass, ne ha irrigidito le modalità attuative, facendolo evolvere in super mega “sayan” – pass, dunque inasprendolo. Di conseguenza, il governo ha aumentato la marginalizzazione e l’esclusione di migliaia e migliaia di persone dai servizi essenziali, privandole così dei propri diritti garantiti dalla Costituzione. Norme assurde e senza alcun fondamento di cui, complessivamente, solo l’Italia possiede il triste e tragico primato. Il tutto, sospendendo un esercito di persone dalla propria funzione lavorativa, mettendo peraltro a rischio pure il loro stipendio, perché costoro non sono in possesso della tessera verde. Che di verde, tra l’altro, non ha neanche lo stantio. 

Complessivamente, da circa tre anni a questa parte, la situazione è peggiorata in un modo incredibile. Per quelli che amano e perseguono la teoria del terrore e della colpevolezza individuale, si deve considerare che tra i principali contagi ve n’è uno estremamente pericoloso, per quanto esso è grave, almeno dal punto di vista etico e sociale, e che per vari motivi non viene mai considerato: quello della povertà. Un “virus” che il governo del Draghistan si guarda molto bene dall’affrontare. Una piaga sociale mai così diffusa dal periodo del dopo-guerra in poi. E grazie a cui la forbice tra ricchi e poveri si è allargata in modo vertiginoso e continua a farlo senza sosta. Ciò mentre i grandissimi monopoli globali, tra cui quelli bellici, del commercio on-line come Amazon, per non parlare di quelli farmaceutici privati (soprattutto occidentali) stanno raggiungendo dei profitti inimmaginabili, tant’è che hanno visto accrescere il proprio patrimonio al punto da superare il PIL di interi paesi. Per questo motivo, è imprescindibile unire la lotta contro il pass alla rivendicazione del rafforzamento della sanità pubblica e di prossimità, considerando che ci sono malattie, anche terminali, che vengono lasciate al loro decorso, nell’indifferenza di uno Stato canaglia. Unire la lotta contro il pass alla necessità dell’istituzione di una grande casa farmaceutica a totale controllo pubblico, con l’obiettivo della massima efficacia possibile, e a pieno regime di trasparenza. Una lotta politica contro queste evidenti fallimentari ricette draghiane da unire alla battaglia per stroncare la commistione e gli innumerevoli conflitti d’interessi tra scienziati, operatori del settore farmaceutico, riviste scientifiche e i grandissimi monopoli del farmaco. Una critica organizzata alla proroga di quello che sta diventando come un vero e proprio Stato di eccezione, che viene utilizzato come pretesto esclusivamente politico per portare avanti la situazione già in essere da anni: licenziamenti, delocalizzazioni, ricatti di Stato legalizzati da parte del regime totalitario borghese del Draghistan, soppressione e neutralizzazione anche dei più elementari diritti economici e sociali sanciti in Costituzione. Una situazione che vede il colosso di Amazon, solo l’anno scorso, e solo in Italia, arrivare ad un fatturato record di circa 45 miliardi di euro, e senza pagare un briciolo di tasse. E dall’altra parte, il governo dei migliori – collaborazionisti di Washington, degli USA e dell’UE – che obbedisce ai diktat del blocco imperialista internazionale, destinando miliardi di euro all’aumento delle spese militari per la nefasta macchina da guerra della NATO. 

Non si cada nell’errore storico, quindi, di prendersela con chi, a causa del sistema capitalistico imperialista, oggi più forte che mai, si ritrova ad essere l’ultimo anello debole della catena. Lo dico soprattutto ai cosiddetti “compagni per Draghi”, la cui visione del mondo non è molto diversa da quella di una guerrafondaia qualsiasi come la Bonino, e i quali non mancano di far palesare la propria pochezza, anche intellettuale, pur facendo il pugno chiuso, e magari vantando i poster di Guevara. Lo stesso sistema capitalistico imperialista che oggi, a vedere una popolazione così divisa, si sente intoccabile, e gongola come non mai. Una divisione sociale e senza precedenti che, in una bolla ipnotica di massa indotta, ha portato ad inveire persino contro il vicino di casa, “insinuando” e radicalizzando un odio tipico di certi regimi che credevamo dimenticati, ed elevando il cittadino “irresponsabile” al punto da farlo diventare il pericolo pubblico numero uno della società odierna. Ma l’iperbole più “divertente” viene espressa, nel solito rito dominante, da certe figure politiche e di governo che ripetono a tambur battente il medesimo slogan: “per la tutela della salute collettiva”. Peccato che si tratti degli stessi inetti soggetti politici che stanno celebrando quel piano da loro tanto atteso e venerato del PNRR, la cui voce di spesa sulla sanità è stata derubricata all’ultimo posto, e che da 30 anni a questa parte, sottostando a degli assurdi vincoli di bilancio europei, hanno fatto dei tagli incredibili alla sanità pubblica, peggiorando non solo le carenze delle strutture ospedaliere, ma calpestando anche il principio che “disciplina” la sanità come un servizio universale, gratuito e accessibile a tutti. Quel servizio su cui qualche luminare alla Bersani, poco tempo fa, ha sputato sopra. I dotti che si definiscono di sinistra, ma che non mancano mai di mostrarsi per quello che sono: la rappresentazione plastica borghese di quella che è, almeno dal punto di vista prettamente ideologico, la peggiore destra reazionaria. 

Francesco Maggiurana 

1 commento su “La religione della ‘scienza’ ”

  1. Sottoscriverei tutto, ma alla fine si cade nel solito errore che probabilmente è alla base dello stato letteralmente allucinante in cui è questo paese.

    Un prepotente è un prepotente, ovunque.
    Draghi è un prepotente, casualmente fa il banchiere (in realtà fa il bancario, anzi il capo dei bancari), ma bisogna appoggiargli l’etichetta “borghese” per sancire il problema.
    Ecco allora che fatico a vedere lucidità nell’analisi, mi pare di capire che se Draghi fosse stato di provata fede Marxista si avrebbero avuto molte remore nell’evidenziarne le lacune in tema di libertà democratiche.
    Eh si …non una parola sullo schifo che si nasconde dietro l’acronimo CGIL e che ha validato e difeso con le unghie tutto quanto (eh si, hanno tolto lo stipendio a tutta quella gente grazie ANCHE alla CGIL, oh yes) …non una parola sul ministro della speranza, “quello che firma”, giova ricordarlo, perchè leggendo la (buona ma politicamente miope) analisi sembrerebbe che dietro al governo dei migliori ci sia un complotto destrorso che muove tutto e tutti, ma non è cosi, in realtà c’è anche chi è “che piu di sinistra non si può” (oggi come oggi si intende, certo Lenin era di un’altra pasta) e che si chiama “Articolo Uno”.
    Colmo dell’ironia, il ministro della salute, capo del partito piu di sinistra in parlamento, che si chiama come l’articolo della costituzione che mette il lavoro al centro della nazione è quello che ha firmato il provvedimento con cui si obbliga chiunque ad avere una “tessera politica” (questo è il grenn pass) per lavorare.
    Però con costoro pare sia vietato protestare, colpa di quelli di destra (quella reazionaria, LOL, come se per “quelli di sinistra” esista un’altra destra), colpa dei capitalisti, colpa dei padroni.
    Bello cosi, un mondo facile, in cui si riesce ad avere delle certezze.
    Ma non si riesce ad avere la libertà.

    Mettiamoli cosi, se Putin avesse invaso noi, probabilmente sarebbe stato a Roma prima delle 8 di mattina partendo alle 3 di notte.
    Accolto da tutti al grido di Viva l’antifascismo, viva la pace.
    Per fortuna loro gli Ucraini sono meglio degli italiani.

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