Vai al contenuto

Le trattative fra Kiev e Mosca

di Marco Zuccaro

Kiev e Mosca domani si ritrovano sedute attorno a un tavolo per la seconda volta. Per fare cosa?, mi chiedo. Ho perso il conto dei modi attraverso i quali Washington, Bruxelles e la stessa Kiev stanno disperatamente cercando di alimentare la guerra. Rileviamo: reclutamento di mercenari, formazione e istituzionalizzazione di milizie naziste, invio costante di arsenale militare, finanziamento pluriennale degli attacchi missilistici sulle popolazioni del Donbass, gravi sanzioni di tipo economico, energetico, industriale, commerciale e nei più svariati altri settori, tragicomiche o più serie provocazioni di genere differente, come ad esempio le richieste di entrare nella UE o nella NATO da parte di Paesi che dovrebbero stare alla larga tanto dell’una quanto dell’altra, e in più – probabilmente – la presenza di laboratori batteriologici controllati dagli statunitensi su suolo ucraino. Senza contare il fatto che tutto ciò avviene in spregio del diritto internazionale, nel bel mezzo di una ipocrisia generale che forse non è nemmeno corretto definire propaganda: andrebbe chiamata ipnosi, vero e proprio controllo delle menti su ampia scala. Dunque, per un lato sappiamo che questi qui domani si ritroveranno per trattare, o così dicono; per l’altro lato, però, non possiamo ignorare che il cosiddetto occidente abbia smosso una quantità di forze impressionanti, e non parlo di eserciti, parlo dei media, delle banche, degli istituti più disparati di ogni ambito possa venirvi in mente. Ora ditemi: voi, in cuor vostro, sentite forse che entro alcuni giorni, grazie a un paio di incontri, finirà tutto? Hanno fatto tutto questo casino qua, e secondo voi lo fanno finire sol perché Lavrov trova il bandolo della matassa?

No, proprio come fatto per Covid e vaccini, si smuovono intere macchine burocratiche perché si ha un piano ben preciso, un programma da applicare. Perciò: la Russia continuerà a chiedere – giustamente – il disarmo completo e la denazificazione dell’Ucraina; mentre l’Ucraina – finché sarà schiava di Washington – continuerà a chiedere che i russi issino bandiera bianca e consegnino le chiavi del Cremlino direttamente nei pressi della portineria della Casa Bianca. Che i russi distruggano l’esercito di Kiev il prima possibile non è solo l’unica opzione concreta che abbiamo per far finire questa guerra in tempi brevi, ma è anche la via che minimizza le perdite umane. A meno che negli States non abbiano deciso di arrivare comunque – e in ogni caso – a un conflitto mondiale nucleare; questo, però, è un altro discorso.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.