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Alcune considerazioni in ordine sparso

di Veronica Duranti

  • Il Green Pass è solo la manifestazione di un nuovo modello di società nella quale scompare il concetto di Costituzione sovraordinata alle leggi e ai poteri pubblici. 
  • Nel nuovo modello di società i diritti vengono concessi, ampliati o ristretti in base al manifestarsi di determinate condizioni esterne o alla dimostrazione del possesso di determinati requisiti da parte della persona, stabiliti dal potere stesso.
  • Diventa ancor più centrale rispetto al passato il ruolo dei media, dei giornali, delle scuole e delle università nella diffusione di un’ideologia. A differenza di prima però l’ideologia intesa come sistema di idee, concezioni, opinioni della classe dominante non è più una sola e duratura nel tempo; i valori della società ad esempio si possono autocontraddire nel giro di breve tempo. Durante il covid la salute doveva prevalere sulla libertà ora invece, con la guerra, la libertà prevale sulla salute. 
  • Il ruolo dei mass media di creatori della realtà è totale. Sulla base di un fatto reale viene costruito uno scenario emergenziale e catastrofico; in ogni scenario la sopravvivenza della specie umana viene posta potenzialmente a rischio. La realtà in quanto tale scompare e viene ridotta a un fatto, “al fatto”. Viene eliminata ogni coordinata spazio-temporale e le persone vengono mantenute in un presente eterno.
  • Scompare la politica in quanto non più necessaria e non più utile; le emergenze essendo condizioni esogene e spesso naturali diventano il nuovo vincolo esterno alle decisioni del governo. La politica non ha più spazio poiché la politica presuppone la scelta tra interessi e visioni del mondo differenti. Subentra ora la tecnica nella figura dell'”esperto di”e la tipologia di tecnico e di esperto cambia al cambiare delle emergenze.
  • Tutto viene diviso in maniera manichea tra giusto e sbagliato, buoni e cattivi; la ricerca della verità e la ricostruzione dei fatti lascia il posto a narrazioni estremamente semplificate di essi; vengono utilizzati principi astrattamente giusti, incontestabili sulla carta ma inapplicabili nella situazione concreta sottostante all’emergenza. Un esempio è la guerra dove viene invocato il principio di autodeterminazione dei popoli e di difesa di uno stato sovrano da un’invasione straniera. Nessuno può negare, in astratto, che questi siano principi giusti ma se si recupera il nesso temporale e causale degli eventi e si esaminano le ragioni complesse della guerra (allargamento della Nato ad est, la volontà dell’Ucraina di entrare della Nato, l’accerchiamento della Russia da parte dell’asse euroatlantico) si comprende come la Russia non sia astrattamente condannabile come invasore e che il diritto all’autodeterminazione dell’Ucraina sia in realtà il diritto degli Stati Uniti di utilizzarla per finire di circondare la Russia.
  • Lo Stato diventa un’amministrazione di un impero e l’esecutore degli interessi delle grandi multinazionali e degli organismi sovranazionali e internazionali come l’Unione Europea, la Nato e i grandi fondi di investimento.
  • L’Italia per evitare la scomparsa e la ripartizione tra le entità summenzionate deve saltare giù dalla barca che affonda, quindi uscire dall’Unione Europea, dalla Nato e chiudere le basi militari statunitensi sul territorio nazionale. Il recupero della sovranità e dell’indipendenza nazionale è la condizione necessaria per la democrazia interna e la sovranità popolare, grande assente da sempre ma in particolare negli ultimi due anni.
  • Al netto delle posizioni ideologiche è necessario che le industrie e i settori fondamentali e strategici come quella farmaceutica, dell’energia, delle tecnologie, della logistica, il settore bancario, della sanità e simili ritornino di proprietà diretta statale e sottoposte a controllo popolare, perché il fatto che i settori strategici dell’economia siano in mano a multinazionali e a privati espone lo Stato e qualsiasi classe politica che lo governasse a costanti ricatti; non esiste sovranità politica e quindi, in un sistema sano, popolare, senza sovranità economica e militare; non esiste lotta di emancipazione delle masse popolari che non presupponga e comporti contemporaneamente una lotta di liberazione nazionale e cioè in estrema sintesi la lotta per liberare la terra che abitano e condividono.
  • L’Italia deve recuperare un ruolo politico che sia in linea con il suo posizionamento geografico al centro del mediterraneo; essa quindi non può che favorire l’equilibrio, la collaborazione e la pacifica convivenza dei popoli europei e mediterranei.
  • L’Italia è il paese dove più di tutti è stato sperimentato il green pass e la fase iniziale dell’agenda 2030; c’è un filo che unisce le lotte risorgimentali per l’unità, finite nella sconfitta degli ideali democratici e nella conquista colonialista del sud italia da parte della monarchia piemontese alla resistenza, anche essa una lotta di liberazione incompiuta perché portò certamente alla vittoria contro il nazifascismo ma non poté aprire contestualmente la strada all’autodeterminazione del popolo italiano, ma all’occupazione militare statunitense con tutto quello che ne è conseguito. L’Italia è dunque un paese incompiuto e lacerato da ferite storiche impresse nella memoria consapevole e inconsapevole del popolo. La lotta contro Draghi e le misure emergenziali sono l’occasione per portare a compimento il nostro processo di autodeterminazione, per tirare una linea e fare la somma di quello che è stato, conservarne la memoria, accettare la storia e le sue fazioni senza demonizzarne alcuna ma comprendendole da un punto di vista storico e per quanto possibile oggettivo e andare avanti, recuperando gli errori delle classi dirigenti del passato.

Inoltre, al mondo e in particolare a quei paesi che non sono potenza militare o economica serve un sogno. Nel novecento lo regalò Cuba e non solo ai comunisti, dato che essa non nacque come rivoluzione comunista ma solo dopo l’avvicinamento all’URSS lo diventò. La rivoluzione cubana, come altre del resto, regalò un sogno perché impersonificava Davide contro Golia, i popoli oppressi di tutto il mondo furono Cuba.

Al mondo serve un Davide che insorga contro l’odierno Golia e l’Italia può essere il Davide del ventunesimo secolo e indicare la via per un nuovo tipo di economia, di istruzione, di relazioni internazionali, di sanità eccetera e in sostanza per un nuovo tipo di essere umano contrapposto a quello alienato, oppresso, competitivo, egocentrico e tra non molto transumano che vogliono imporre costoro.

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