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Perché sarei stata con l’URSS e perché sto con la Federazione Russa



Di Veronica Duranti:

La Russia ritorna, in questo particolare periodo storico, ad assumere un ruolo analogo a quello che ebbe durante la Guerra Fredda. Questo non tanto perché si trova, di nuovo, contrapposta agli Stati Uniti quanto piuttosto per l’oggetto del contendere che appare sempre più chiaro a mano a mano che le classi dominanti proseguono nella ristrutturazione sociale della maggior parte delle cosiddette democrazie occidentali.

Terminata la seconda guerra mondiale due sole grandi ideologie erano rimaste a contendersi il futuro del mondo: il capitalismo statunitense e il comunismo sovietico. Perché sarei stata con l’URSS durante la Guerra Fredda? Perché a prescindere dall’appoggiare o meno il comunismo o la società sovietica, quand’anche non si sia comunisti non si può negare da un punto di vista oggettivo che i comunisti, come si suol dire “almeno ci hanno provato”. Hanno provato a contrapporre al tipo d’uomo concepito dal capitalismo, in particolare al tipo d’uomo voluto dal liberismo e dalla società dei consumi, un altro tipo di essere umano, di relazionalità umana e di scala valoriale sulla quale ordinare la società e non meno importante un diverso approccio nelle relazioni internazionali.

Che si apprezzi o meno il risultato non conta, né rileva la manifestazione tangibile dell’applicazione delle due ideologie, quello che qui rileva è che l’oggetto della contesa, al di là delle pretese geopolitiche e degli interessi economici, in ultimo, è l’uomo e il suo rapporto con gli altri uomini.

Sarei stata con l’URSS perché aborro la concezione di essere umano in eterna competizione con gli altri esseri umani, un uomo alienato da se stesso, profondamente ignorante, incurante del suo prossimo e della società, proteso unicamente all’autorealizzazione individuale e alla soddisfazione di bisogni che neanche sono bisogni, solo una magra consolazione per le condizioni di vita misere insite all sistema capitalistico.

Disprezzo profondamente un sistema sociale che avendo risorse disponibili per tutti sceglie deliberatamente di adottare un sistema economico che condanna alla povertà e alla disperazione milioni di persone nel mondo, sei milioni in Italia. La “società libera” che per restare “libera” ha bisogno di un sistema di propaganda peggiore di quello del Terzo Reich, che educa all’ignoranza insegnando che arte, cultura e studio devono servire a trovare lavoro e non al pieno sviluppo della persona umana, lavoro tra l’altro che non c’è e quando c’è non garantisce né un’esistenza libera né un’esistenza dignitosa.

Una società così tanto libera e democratica che ha partorito cittadini per la maggior parte incapaci di immaginare una diversa e di avere la speranza di poterla cambiare.

Quindi, durante la Guerra Fredda sarei stata con l’URSS, perché per lo meno, loro, hanno immaginato un uomo che fosse uomo con l’U maiuscola.

Che c’entra questo con la guerra in Ucraina? Gli esiti del conflitto in Ucraina segneranno le sorti del mondo dei prossimi decenni perché, gli USA e la Russia, di nuovo si trovano a difendere due diversi modelli di mondo e di uomo.

Gli Stati Uniti, ma l’Occidente in generale, è portatore della trasformazione in corso, il Grande Reset, che altro non è che un’evoluzione del sistema capitalistico che è uscito purtroppo vincitore della Guerra Fredda. Un capitalismo “trustificato”, dove il potere economico e politico di fatto è detenuto dalle grandi multinazionali, in particolare da quelle del digitale e della logistica (Amazon,Uber, Meta…) e dai grandi fondi di investimento (Black Rock, Vanguard…). Tra la vastità degli obiettivi perseguiti se ne possono elencare alcuni a titolo esemplificativo del cambiamento che vorrebbero imporre come la sostituzione degli stati nazionali con “terre di nessuno” di proprietà di questi colossi; il controllo digitale degli individui, che potranno essere spenti e accesi come i device elettronici a seconda che rispettino o meno determinati requisiti (vedi il Green Pass); un ordine mondiale unipolare a dominazione militare e culturale Statunitense.

Un’eventuale vittoria russa distruggerebbe completamente questi programmi o per lo meno ne ridimensionerebbe la portata perché in primo luogo nascerebbe un ordine mondiale multipolare e quindi verrebbe meno la forza coercitiva e ricattatoria degli Stati Uniti nei confronti di quegli Stati nazionali che non vogliono essere succubi né di loro né dei monopolio della finanza.

In secondo luogo, ciò che verrebbe minato è il loro progetto riguardante l’essere umano in sé, inteso come essere non pensante robotizzato tanto nel corpo (vedi il transumanesimo) quanto nella mente, esecutore di comandi elementari (vedi i decreti covid), sottoposto a controllo totale digitale con un’esistenza integralmente regolata dagli algoritmi, per dirne alcune.

Quindi sto con la Federazione Russa perché la vittoria degli Stati Uniti in Ucraina è la sconfitta di chi immagina un’umanità diversa sia da quella della “vecchia normalità” sia da quella della “nuova” perché in fondo vecchia e nuova normalità sono le normalità imposte dagli stessi interessi, dalla stessa classe sociale e dallo stesso polo imperialistico anglo-americano.

Sto con la Russia perché ora come allora gli Stati Uniti e i modelli di società da essi proposti e imposti si dimostrano inidonei alla convivenza pacifica nel mondo, al rispetto della vita e profondamente violenti nei confronti della uomo in quanto uomo. Ora come durante la Guerra Fredda la Russia è il baluardo di un altro mondo possibile.

2 commenti su “Perché sarei stata con l’URSS e perché sto con la Federazione Russa”

  1. Anche io la penso come te; mi sono aperto alla spiritualità da tanto tempo, e grazie agli insegnamenti di Mamani

    sto pian piano andando verso l’Amore, e grazie al Teatro ho di nuovo cominciato ad apprezzare la cultura, per poter diventare un essere umano con la U maiuscola!

  2. Ciao,
    vorrei capire esattamente quali sono i modelli più umani che l’attuale russia starebbe portando avanti.
    Io sono d’accordo con l’ideale Socialista e Comunista ma questa Federazione russa è ben lontana da quei modelli.
    La stessa URSS ha “mutilato” questi ideali.
    Assolutamente d’accordo per quanto riguarda il disprezzo e il cercare una via diversa dal modello americano, ma molto convinto che la soluzione non sia il “modello” russo (se esiste e se davvero diverso da quello americano…).
    Il cambiamento lo possiamo raggiungere senza appoggiare anacronistici dittatori e “uomini veri e uomini duri” (vedi, Putin, Erdogan, Orban…ecc.).
    La società del consumismo va rivista e “fermata/rallentata” se vogliamo andare avanti. Ma la soluzione è, secondo me, molto ben lontana da quello che rappresenta adesso la Federazione Russa. Banalmente in russia sono indietrissimo per quanto riguarda diritti umani (vedi il riconoscimento e l’accettazione delle persone omosessuali) un aspetto che non può non essere preso in considerazione quando si parla di libertà (per me Libertà vuol dire possibilità di prospettive di vita diverse e non imposte/limitate. Prova ad essere gay in russia e capire che libertà e prospettive realmente hai.)
    Mi dispiace davvero banalizzare questo periodo storico in “sto dalla parte della russia o sto dalla parte degli usa”. Chi si considera di ideali comunisti non può stare dalla parte di un potente. Dalla parte di un dittatore al potere da decine di anni.

    Davide

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