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6 agosto 2021, una data che resterà scolpita per chi disse ‘No’



Di Riccardo Giovannetti:

È a dir poco paradossale ritrovarsi davanti all’ingresso della biblioteca ed essere conscio che ti sarà permesso entrare senza esibire nessun ‘lasciapassare’. Può sembrare strano, ma si percepisce un forte senso di spaesamento a ri-vivere quei luoghi che fino a qualche settimana fa erano stati interdetti a un’ampia platea di cittadini ed erano diventati privilegio per altri. È complicato spiegare la tristezza che si provava e che attanagliava la mente, che si spandeva su tutto il corpo e ti prosciugava il cuore quando, camminando, ti fermavi davanti alla biblioteca che avevi frequentato sin da bambino e che improvvisamente ti veniva negato quell’universo di saperi ed emozioni. Era uno strazio vedere le persone accedervi liberamente e tu che restavi fuori. Il pensiero di essere diventati ad un tratto reietti, di sentirsi esclusi ed essere letteralmente banditi dalle medesime autorità e istituzioni che si cospargevano – e si cospargono tutt’ora – il corpo di concetti quali ‘diritti’ e ‘inclusione’ e di slogan quali ‘no discriminazioni’, ci faceva stringere i pugni e serrare i denti, ogni muscolo si irrigidiva e nascevano in noi il senso di rivalsa e la volontà di combattere questa condizione.

È quasi passato un anno dalla data del 6 agosto 2021, quando nella Gazzetta Ufficiale si leggeva la voce «Decreto-Legge 6 agosto 2021, n.111 Misure urgenti per l’esercizio in sicurezza delle attività scolastiche, universitarie, sociali e in materia di trasporti», quella maledetta voce che ufficializzava l’introduzione del Green Pass, che di lì a poco ci avrebbe schiacciati a terra.

Quello strumento sembra ormai soltanto un lontano ricordo, considerato alla stregua di un qualsiasi documento che riponiamo nel cassetto o addirittura stracciamo superata la sua data di validità. Ma la realtà non è questa, il Green Pass non è stato mai tolto, non se n’è più andato via e non è escluso che ritornerà in auge tra gli scroscianti applausi di chi con il ditino alzato dirà: «Avete visto? L’avevo detto io che il Green Pass sarebbe tornato utile, d’altronde è uno strumento che ha garantito il ritorno alla normalità». Quante volte ci è capitato di ascoltare commenti di questo genere stando accanto a persone sconosciute o parlando direttamente con conoscenti?

Difficilmente verrà riempito il solco che le istituzioni hanno scavato nel tessuto sociale con la complicità di molti cittadini, e se anche ciò dovesse accadere, la toppa risalterebbe inevitabilmente alla vista e il ricordo che questa evocherà sarà perenne. Per questo motivo non stupisce che a volte il discorso riemerga dalle acque profonde di questa realtà liquida, come quando l’assassino tenta di sbarazzarsi invano della sua vittima ma il mare lo rigetta e ne restituisce il corpo nella sua integrità come memento.

A volte capita che amici e conoscenti chiedano: «come avete fatto a resistere e ad andare avanti?» oppure «quali sono le ragioni che vi hanno spinti a fare questa scelta?». A quel punto la risposta non è immediata, lo sguardo si perde nel vuoto per un attimo, segue qualche istante d’esitazione e squarci il silenzio rispondendo che la scelta è stata tutt’altro che semplice. Tuttavia, quando molti di noi erano sull’orlo del precipizio con i talloni nel vuoto ed erano pronti ad allungare la mano verso chi gli prometteva sicurezza e integrità in cambio della sua esistenza e delle sue libertà, per la prima volta nella loro vita si sono sentiti accarezzati da una brezza leggera dal profumo etereo e come toccati da una mano si sono lasciati cadere all’indietro nel vuoto, perché la sublime prospettiva dell’ignoto e il desiderio di provare a volare avevano vinto sul ricatto.

Per molti di noi Studenti questa pandemia e tutte le restrizioni e le regole che l’hanno accompagnata non sono state una semplice parentesi o un’interruzione momentanea, terminata la quale abbiamo detto a cuor leggero «bene, dove eravamo rimasti?». No, la ri-partenza non poteva prendere corpo, la pandemia non è stata affatto una parentesi, la pandemia ci ha letteralmente spazzati via senza pietà e ci ha induriti dolorosamente. Ma ci ha insegnato una cosa, che non c’è nulla di più spiritualmente edificante ed eternamente affascinante nel guardare il mare in tempesta e solcarlo, battendosi contro le onde che tentano di rovesciarti e inabissarti violentemente perché increduli che qualcuno possa avere il coraggio di affrontarle. Certo, nessuno di noi può sapere se oltre la linea dell’orizzonte scorgeremo mai una nuova terra che ci restituisca finalmente la quiete, cionondimeno resterà in noi la coscienza di aver lottato.

Come dimenticare le privazioni per colpa delle quali abbiamo trascorso giorni di agitazione e notti insonni, momenti di profonda sfiducia in noi stessi, domandandoci quale fosse la scelta giusta e se non sarebbe stato più facile piegarsi per non sentire stringersi ogni giorno la morsa che erodeva la nostra esistenza?

Dimenticare non è concesso.

Ricordare è un dovere.

Lottare è esistere.

2 commenti su “6 agosto 2021, una data che resterà scolpita per chi disse ‘No’”

  1. Grazie per queste parole che, oltre ad essere davvero ben scritte, descrivono con profondità quello che avete provato e vissuto non solo voi studenti, ma più in generale tutti noi che abbiamo resistito e non ci siamo piegati. Grazie, mi sono commossa, tanta stima e affetto per voi, faro luminoso di un paese in rovina.

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