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Meditazione sulle prossime elezioni



Di Marco Zuccaro:

Meditazione in divenire.

Il fatto è anche questo: possiamo permetterci il lusso di riporre tutte le nostre speranze nell’appuntamento elettorale? No, non possiamo. E non perché ci troviamo dinnanzi a elezioni incostituzionali che impediscono alle forze extraparlamentari di concorrere, bensì perché buona parte delle politiche italiane del prossimo futuro sono già state stabilite altrove. Che si riesca a introdurre alcuni “dei nostri” nelle Camere o che non vi si riesca, comunque il nemico ha fissato le tempistiche per riorganizzarsi e per essere lui a guidare i passi che faremo durante l’inverno e i prossimi anni. Benché la situazione si sia aggravata anche per il nemico, è difficile che dei pazzi psicopatici rinuncino alle logiche di possesso e controllo di cui tanto si sono inebriati nel corso degli ultimi anni. L’ipotesi di un nuovo “governo di unità nazionale” – l’ennesimo – che giunga in breve tempo, a prescindere dal risultato elettorale, è più che realistica.

Ma poi, scusatemi: un conto sarebbe stato arrivare alle elezioni del 2023 con un unico fronte, compatto attorno a pochi punti essenziali, con partiti e movimenti uniti, come auspicato dai movimenti stessi (i quali hanno tutto il diritto di difendere il proprio ruolo e il proprio operato, stante il fatto che la resistenza in questo Paese ai tempi del Green Pass, del genocidio di scienza, dell’apartheid e di obblighi privi di qualunque logica…l’hanno fatta i movimenti, non i partiti. Tanto per fare un esempio, tanto per essere chiari: mentre Liberiamo l’Italia e Fronte del Dissenso parlavano già del transumanesimo, dell’uso distorto delle tecnologie, dello spaventoso stravolgimento dello stato di diritto ecc., insomma, mentre essi denunciavano le gravi violazioni dei diritti umani che conosciamo, il Partito Comunista di Marco Rizzo doveva ancora realizzare cosa stesse avvenendo, con molti dei suoi iscritti ancora incantati attorno alla cieca difesa del cosiddetto vaccino…); altro conto è assistere ora a questa umiliante corsa alle firme dell’ultimo secondo, con uno scenario comunque non all’altezza della situazione, cioè con diverse realtà politiche – anziché un fronte unito – comunque distanti dai movimenti e dalle loro basi, e ora apparentemente disinteressate a forme di ribellione che accompagnino la chiamata alle urne.

Quello che sto cercando di dire è questo: se le elezioni fossero state considerate veramente – veramente – uno strumento di lotta come un altro, allora l’atteggiamento dei “leader politici” sarebbe stato diverso, più umile verso i movimenti e più deciso nel rifiuto di sottostare ai giochi del nemico. Quel che ora dovremmo pretendere da loro è una forte presa di posizione e un invito a prepararsi a proteste che vadano molto al di là dei canali istituzionali di competizione. Invece, ciò non accade.

Lo dirò nel modo più chiaro possibile: temo che concentrarsi sulla raccolta delle firme e sull’appuntamento elettorale non sia che un modo di fiaccare una volta ancora il dissenso di questo Paese, che in verità dovrebbe essere coltivato e reso pronto per esplodere in una rivoluzione pacifica ma decisa. Se noi penseremo troppo alle elezioni, quando esse saranno passate sarà per noi una pena, e specialmente se saremo riusciti a inserire alcuni dei nostri in Parlamento. Così attenti, così amorevoli verso le stesse istituzioni che hanno condannato a morte molti dei nostri cari nei mesi trascorsi, noi ci sentiremo appagati da quella rappresentanza raggiunta, mentre il blocco dominante che manda avanti la giostra – ora con la guida del PD, ora con la guida del centrodestra, ora con governi cosiddetti di unità nazionale – potrà continuare a gestire questa crisi nella maniera migliore che gli riesca.

Dovremmo fare la rivoluzione, invece. Dovremmo impedire a tutti loro di rientrare nei palazzi del potere. Ma questo lo si può fare solo rifiutandosi di sottostare ai loro giochi, delegittimando qualunque cosa, alimentando il sentimento di ribellione in tutto il Paese, per poi procedere con una manifestazione senza scadenza. Del resto, siamo milioni.

Però un conto è vedere milioni passeggiare in una strada pretendendo l’arresto degli assassini e dei guerrafondai, dei satanisti che hanno portato il male nel nostro Paese; altro conto è vedere milioni recarsi alle urne e sentirsi sazi così, con questo gesto.

Comunque voi la pensiate, comunque andrà a finire, non ho mai visto il mio Paese in tali condizioni, cioè così bisognoso, veramente bisognoso di una rivoluzione. Per questo io resto scettico verso chiunque oggi venga da me a chiedere il voto. Il voto, dopo tutti i crimini che sono stati commessi? Dovremmo fare giustizia su questa terra. È il momento storico più importante della storia della Repubblica italiana. Dovremmo agire ricordando che quel che è accaduto è semplicemente troppo grave. Elezioni o meno, dovremmo pure arrestarli tutti, prima o poi. Così penso che, se fossimo molto più forti e coraggiosi e molto meno deboli e rammolliti, oggi noi sapremmo già che il 25 settembre a votare non ci andrebbe proprio nessuno, e ci prepareremmo alla rivoluzione.

Vi hanno imposto una maschera in faccia, per impedirvi di respirare. Vi hanno inseguiti con gli elicotteri lungo le spiagge. Vi hanno rinchiusi nelle vostre case. Vi hanno multati poiché seduti su una panchina. Vi hanno sedotti a non andare a trovare i vostri cari durante il Santo Natale. Vi hanno derisi con aggressioni feroci, con delle metafore belliche, con delle canzonette, con scene ridicole. Hanno usato tecniche militari su tutti voi, inclusi i bambini. Sorridendo con occhi indemoniati, vi hanno proibito di visitare i vostri malati. Vi hanno ignorati nel momento del bisogno, poi hanno ucciso i vostri amati con trattamenti folli. Hanno ucciso, hanno ucciso, hanno ucciso. Hanno commesso un genocidio che farà delle vittime negli anni avvenire. Sono dei volgari e spietati assassini. In Italia non c’è democrazia: c’è un regime che agisce con metodo mafioso, un regime senza pietà, il cui volto si è appena intravisto. Pensate al momento in cui il cosiddetto Stato ha deciso di lanciare il getto degli idranti su dei lavoratori inermi, al porto di Trieste. Pensate al trattamento sanitario obbligatorio subito dal fratello dell’avvocato Musso. Pensate al dottor De Donno, pensate al caro uomo che era, e al modo in cui è stata offesa la sua memoria. La stessa cosa è accaduta a Franco Trinca. Pensate a Camilla Canepa, condotta alla morte con la promessa ingannevole di una vita semplice e sicura.

Pensate a Oxana, la madre di Giulia Lucenti: riuscite anche solo a immaginare il suo dolore, il suo senso di colpa, il coraggio che le è servito per venire in Piazza San Giovanni, a Roma, per chiedere verità dinnanzi a migliaia di noi? Pensate alle persone che amate, e a tutto quello che hanno sofferto per colpa del male esercitato nel corso degli ultimi anni. In Italia non c’è democrazia: c’è una cerchia di potere che ha commesso apartheid e genocidio, e dovrà pagare.

Prima o poi, prima o poi essa dovrà rispondere di tutto. Le prossime elezioni giungono in anticipo per ingannarci, per restituire legittimazione e dignità a questi nazisti, al delirio senza fine di questa banda di psicopatici criminali con perversioni di possesso e controllo, aggressivi come nessuno su questa terra, e maledetti figli di satana. È soltanto del nostro coraggio che si tratta, soltanto di ciò che siamo disposti a fare in nome dei nostri morti e dei vivi che amiamo. Non possiamo dare legittimazione a chi ci ha condannati al dolore e alla morte. Non ci sono giustificazioni. Io mi rifiuto di andare a votare, è certo.

Io vorrei porre le basi per una rivoluzione, perché la rivoluzione si è resa necessaria come la giustizia su questa terra. Facciamo giustizia, vi prego. Dovremmo tutti organizzare la resistenza, la lotta per la fine di questo potere. Nessuno dovrebbe andare a votare, ma tutto dovrebbe implodere.

11 commenti su “Meditazione sulle prossime elezioni”

  1. Sono pienamente d’accordo con ogni affermazione. Ho dovuto accedere a quota 100 perché nauseata dalle politiche di UNIBO. La mia decisione è già stata presa da tempo. Non andrò assolutamente a votare. Questo sistema va contrastato. Sono tutti pazzi assassini. Solo resistenza e rivoluzione

  2. Complimenti Marco!
    Al di là di tutte le divergenze ideologiche che possiamo avere, e di tutti i puntini sulle “i” che possiamo mettere sul tuo scritto, condividiamo in pieno il senso e la passione viva e vibrante che trasmette.
    Approfittiamo per segnalare il ns “appello per Trieste”:
    https://comedonchisciotte.org/proteste-porto-di-trieste-gia-52-provvedimenti-disciplinari/
    e la nostra presa di posizione sul bestiale lockdown di Cina/Shanghai (fatto quasi totalmente ignorato dal “movimento”):
    https://www.pane-rose.it/files/index.php?c3:o55417:f1
    Ciao Marco!
    N.C.Int.

  3. Amici, sono uno studente come voi, ho preso parte alle manifestazioni come voi, sono convinto che non basti il voto alle urne per cambiare a stretto giro la classe dominante, ma non ho negletto del tutto lo strumento, quantunque rintuzzato, delle elezioni. Come un fiume non corre copioso al mare, ma diventa palude, se non costretto fra due argini, così non sembra giusto sminuire uno dei due fianchi della comune lotta: movimenti e partiti, non meno utili che necessari entrambi, non si sottraggono forze e non si avversano, ma corrono affiancati. Evitiamo la trappola per topi dell’antipolitica e del disimpegno, o almeno non ostacoliamoci fra noi. Grazie e un caro saluto.

  4. Il ragionamento funziona solo se le persone usano il cervello ma, in questi tempi, è palese che non è così. Ritengo che il messaggio possa essere raccolto dal 30-35% delle persone, che è ben lontano dal 50+1% che potrebbe fare cambiare qualcosa. Aspirare al 100% mi sembra utopistico.

  5. Ci fa piacere leggere che anche gli studenti siano consapevoli di cosa serve a questo Nazione per risorgere.
    Noi ci siamo per mandare via questo sistema corrotto.
    Uniamo le forze, già molti si stanno unendo!

  6. Concordo pienamente a casa tutti anzi in galera tutti dalla destra alla sinistra passando per il centro alcuni sono stati i fautori di tutto quello che sta succedendo gli altri tutti complici! Riprendiamoci l’Italia e la sovranità del nostro popolo!

  7. Caro Marco,
    Sono il Maresciallo Marco Billeci e leggere queste tue parole è balsamo per le mie ferite che, dopo 18anni di servizio a difesa della costituzione, del paese e del popolo, mi hanno costretto al congedo.

    Uniamo le forze in questo cambiamento che necessita di una presa di consapevolezza da parte di tutti nonché la partecipazione attiva di tutti.

    Il cambiamento può avvenire solo nel rispetto dei valori costituzionali, sociali e civili che rappresentano infatti quel Bene Superiore a cui tutti dovremmo chinarci e davanti ai quali fare un passo indietro.

    Il tempo dei leader è finito: è tempo che il popolo si assuma la responsabilità di governare se stesso.

    Voi avete lo spirito, la passione ed il cuore della gioventù. Io, anche se vecchio non sono (cl. 85) ho 18anni di esperienza sul campo alle spalle.

    Manifestare è un diritto costituzionalmente garantito ma, ahimè, da qualche tempo in Italia aleggia una forza oscura che infiltra e sabota le espressioni legittime e pacifiche del popolo: la forza ondulatoria di Lamorgesiana definizione.

    Ecco in cosa mi impegno io, con chiunque vorrà esserci: ho sempre difeso la costituzione ed il popolo, intendo continuare a farlo. Continuare a servire il paese e difenderlo anche e soprattutto da queste forze occulte che minano la libertà di ciascuno di noi.

    Spero di poter avere una proficua collaborazione con voi poiché per scendere in campo necessita addestramento, mentale e psicologico oltre che efficace Organizzazione ed efficiente logistica.

    La c.d. forza ondulatoria non potrà nulla contro chi sa organizzarsi bene per manifestare pacificamente.

    A presto

  8. Articolo da diffondere il più possibile. Per me avervi scoperto e aver scoperto di non essere solo in quest’ultimo folle autunno/inverno 2021 è stato decisivo per non lasciarmi andare del tutto. Siete un barlume di speranza.

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